Skip to content

Il senso di Sinistra ecologia Libertà. Il nostro impegno a Gallarate

2 luglio 2010

La crisi

La crisi finanziaria ed economica che sta velocemente precipitando è solo un aspetto di una crisi più generale che colpisce da tempo il nostro paese. Una crisi della democrazia e della partecipazione, una crisi sociale e della socialità, una crisi del lavoro così come si era conosciuto nel secolo scorso, una crisi dei valori di solidarietà e civiltà, una crisi ambientale.

Ci troviamo ad operare in una società frantumata e individualizzata, di fronte a una nuova composizione del mondo del lavoro ormai disgregata in mille individualità, dove l’eliminazione del contratto nazionale è solo l’ultimo grimaldello di un progetto politico ben definito. Anche le lotte, che pure ci sono, danno il segno della solitudine dei conflitti.

Gli stessi processi di concentrazione della proprietà non producono più una concentrazione dei processi lavorativi, ma al  contrario una loro ulteriore dispersione attraverso delocalizzazioni, esternalizzazioni, precarietà.

La globalizzazione finanziaria ha rotto la separazione fra mondo capitalista sviluppato, dove lo sfruttamento dei lavoratori avveniva in un quadro di diritti conquistati, e mondo sottosviluppato, dove lo sfruttamento del lavoratore era al di là della disumanità. La ristrutturazione neoliberista ha prodotto ovunque una regressione, anche in Italia, verso il lavoro nero, nuovo caporalato, una moderna condizione di schiavitù dei migranti.

Il futuro come minaccia

Se il Novecento è stato caratterizzato dalla fede nel progresso, dalla convinzione che la scienza tutto avrebbe potuto risolvere e dalla certezza di addivenire ad un futuro migliore, nel nuovo secolo il futuro cambia segno: smette di essere una promessa e diventa minaccia. La perdita di fiducia porta con sé il senso di impotenza e disgregazione, che lega crisi sociale e crisi individuale. La fine dell’ideale positivista ci getta nell’incertezza e nella paura. Anche da qui, da questo livello psicologico, prende forza la campagna sulla sicurezza e la ricerca nel diverso (per pelle, religione, orientamento sessuale) di un capro espiatorio su cui potere scagliare (anche fisicamente con le frequenti violenze quotidiane) tutte le proprie inquietudini e tutto il proprio malessere.

L’avere scoperto le falle del progetto novecentesco della modernità, l’avere distrutto il mito dell’onnipotenza, l’avere smascherato i limiti della scienza e della tecnologia, riconoscendo l’esistenza di limiti (primi fra tutti il limite delle risorse ambientali) può condurre gli uomini e le donne a riconoscere la crisi, per favorire l’emergere di nuovi valori e nuovi modelli di società.

 Il senso di Sinistra ecologia Libertà

Negli ultimi anni la sinistra, che pure ha subito il processo di disgregazione e impotenza, ha subito i processi, incapace di azione. La politica come agire collettivo, come intervento che cambia o che almeno pone le basi per un cambiamento, che costruisce nuovo pensiero critico in grado di modificare percezioni e modi di pensare, è rimasta silente.

E’ da qui che bisogna ripartire, nell’azione territoriale che non perde il senso globale delle istanze e delle lotte. Una pratica radicata nel locale, dove è oggi e ancora possibile ricostruire socialità e partecipazione, per uscire dal senso di impotenza e di solitudine. Senza questo passaggio ogni sollecitazione alla partecipazione resta un mera dichiarazione di intenti, senza questo ogni domanda sul perché i/le giovani non sono in nostra compagnia nella ricostruzione della sinistra, resta puro esercizio teorico, se non inutile retorica.

Una pratica politica incentrata sul territorio in cui si vive, per avviare delle sperimentazioni virtuose che, lontane dall’idea di costruire isole felici, comincino a realizzare, qui ed ora, dei cambiamenti, dimostrando sia l’utilità della sinistra sia la possibilità di trasformazione della società, ricostruendo fiducia e speranza.

Per dirla con Niki Vendola: la sinistra vince se la politica diventa una vocazione diffusa nei territori, una riappropriazione dal basso.

Sinistra Ecologia Libertà ha nel proprio nome i segni della narrazione di un paese e di un mondo che deve sapere esprimere e praticare: Sinistra per indicare la contraddizione classica capitale–lavoro ripensata e calata nella nuova organizzazione neoliberista, che rivalorizzi  nel senso comune  e nella concretezza delle scelte la gestione pubblica della scuola e del welfare, che rimetta in primo piano la necessità di perseguire il bene comune contro l’ideologia dell’individualismo e del si salvi chi può con ogni mezzo, che rivitalizzi i valori della pace e della solidarietà; Ecologia  per indicare la necessità di una pratica ambientale col senso del limite, che riconosca nelle risorse e nel suolo dei beni comuni, che valorizzi nuovi stili di vita riconoscendone la portata  di critica al sistema consumistico, elemento organico al nuovo capitalismo che ha trasformato le persone in clienti e consumatori; Libertà per indicare la volontà della ricostruzione di una democrazia partecipata, di un’informazione non assoggettata al potente, di laicità e autodeterminazione nelle proprie scelte di vita o di fine vita (riconoscendo nel familismo un elemento fondante della democrazia autoritaria italiana). 

La forma

L’organizzazione, ad ogni livello, non può essere divergente dai contenuti che SEL propone. Se diamo importanza alla democrazia, alla partecipazione, alla laicità e quindi alla parzialità di ciascuno, l’organizzazione non può che tentare di rendere concreti questi punti.

Serve un’organizzazione capace di favorire la partecipazione di ognuno, che valorizzi l’apporto di tutti, che permetta anche la sperimentazione di pratica differenti verificandone collettivamente l’efficacia.

Serve organizzare un luogo vero di riflessione collettiva, dove tutti e tutte si sentano portatori e portatrici di contributi, dove ognuno si senta ascoltato e dove ciascuno sappia autoregolamentarsi nei propri interventi.

Serve un’organizzazione che esca dalla logica dell’emergenza che tutto giustifica; un’organizzazione che, fuori dalla logica delle provenienze politiche, sappia cogliere le ricchezze di tutte le esperienze che hanno dato origine a SEL.

Servono momenti di verifica dell’operato di ciascuno, non per giudicare, promuovere o bocciare, ma nella consapevolezza  della positività della critica, quando questa è accompagnata  dalla cura delle relazioni, elemento questo imprescindibile per chi vuole addirittura prendersi cura del mondo e del nostro e dell’altrui futuro.

Questo stiamo tentando di fare a Gallarate. Ti invitiamo a provarci con noi. Per contatti: info@sinistrapergallarate.org, www.sinistrapergallarate.org, su facebook sinistrapergallarate

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: