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il senso dell’opposizione per un PGT tutto da rifare

3 marzo 2011

Il 28 febbraio il PdL ha portato in approvazione il PGT in consiglio comunale, pensando di fare sfogare per un paio d’ore le opposizioni contro tutte le nefandezze del Piano e quindi tranquillamente votare e approvarlo. E invece le opposizioni (Sinistra Ecologia Libertà, Pd, Lega) hanno voluto intervenire su ogni singola osservazione presentata, come peraltro il regolamento consiliare prevede. Alle 5 del mattino erano 60 le osservazioni votate, su oltre 300. Un gusto masochistico di fare tardi in modo così poco piacevole? Un dispetto alla maggioranza? Un abuso della democrazia? Niente di tutto ciò. Piuttosto, almeno per SEL, il praticare anche all’interno dell’istituzione la propria contrarietà a un piano urbanistico che cementifica le ultime zone verdi, che apre altri centri commerciali, che costruisce nuovi inutili terribili palazzoni nei quartieri.

Il 2 marzo, proseguendo il consiglio, ci siamo trovati di fronte a una maggioranza che dopo mezz’ora dall’ora fissata per l’inizio della seduta, non aveva i numeri per potere dare avvio al consiglio. Né l’aveva ancora dopo 45 minuti. Quando finalmente i consiglieri del PdL sono arrivati, Sinistra Ecologia Libertà, col sostegno del PD, ha chiesto che il consiglio fosse invalidato perché il regolamento detta con precisione i tempi per svolgere l’appello (entro 15 minuti dall’ora di inizio e un secondo appello entro altri 10 minuti). E ha avuto ragione. Così tutto è ora da rifare.

Avremmo potuto garantire con la nostra presenza il numero legale. Ma si può chiedere ciò quando il consiglio va ad approvare un progetto così devastante per la città a chi quel progetto lo sta contrastando da sempre e propone tutta un’altra idea di città sostenibile, migliore, attenta all’ambiente e alla qualità della vita dei cittadini?

Abbiamo sempre pensato il nostro essere nelle istituzioni come un’occasione per riuscire a saldare le lotte nella società con l’opposizione in consiglio comunale, un’opposizione altrettanto ferma e decisa. Lo abbiamo fatto per Piazza Risorgimento, per il centro commerciale di viale Lombardia e lo rifacciamo per il PGT. Non può esserci per noi scissione fra quel che facciamo fuori dal consiglio e quel che facciamo dentro. Non riusciremmo altrimenti più a guardare in faccia i cittadini. Tentiamo di essere coerenti, anche quando ci costa fatica e sarebbe più facile e comodo non esserlo.

Vogliamo essere una sinistra utile alla città: non ci basta dire che non siamo d’accordo, non ci basta gridare i nostri ideali. Vogliamo cambiare la città, cambiare le politiche di cementificazione, rimettere al centro gli interessi di tutti anziché gli interessi dei soli potenti. Per questo stiamo contrastando l’approvazione del PGT. L’abbiamo fatto informando i cittadini e promuovendo partecipazione. Lo abbiamo fatto presentando 74 osservazioni. Continuiamo a farlo in questi consigli comunali, con ogni mezzo lecito possibile.

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