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Fare del bilancio uno strumento di pari opportunità fra uomini e donne

23 marzo 2011

L’impatto delle scelte di bilancio è solitamente ritenuto neutro, l’obiettivo dichiarato è servire l’interesse pubblico ed i bisogni degli individui. Il bilancio sembrerebbe quindi lo strumento di politica economica neutrale per eccellenza. Per come viene presentato solitamente non c’è alcuna menzione di uomini o donne. Ma nessuna decisione di politica economica si può definire neutrale rispetto al genere: donne e uomini hanno bisogni diversi e occupano ruoli differenti all’interno del sistema economico. Le donne, per esempio, oltre ad essere impiegate nell’ambito dell’economia retribuita, dedicano buona parte del proprio tempo ad attività (produzione di beni e servizi per la famiglia, lavoro di cura) che rientrano nell’ambito dell’economia non retribuita. Così  questa apparente neutralità di genere maschera una cecità.

Il bilancio di genere, strumento raccomandato dalle Nazioni Unite a seguito della Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne di Pechino del 1995, considera il diverso impatto sulle cittadine e sui cittadini delle politiche e delle azioni del Comune, contribuendo a promuovere una maggiore equità nella distribuzione delle risorse. Esso consente di allocare la spesa pubblica secondo criteri di promozione delle pari opportunità uomo-donna e di integrare la prospettiva di genere nelle politiche e nella programmazione di bilancio, in condizioni di trasparenza, classificando le aree sensibili al genere e verificando l’effetto della politica economica dell’ente su uomini e donne.

Non si tratta quindi  di redigere bilanci separati per sesso, né di aumentare le spese per programmi destinati alle donne, ma di concentrare l’attenzione sulla necessità di esplicitare gli aspetti di genere nelle scelte sottintese al bilancio pubblico, promuovendo il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle donne, il monitoraggio delle politiche pubbliche in una prospettiva di genere, un utilizzo delle risorse più efficiente per eliminare le diseguaglianze e la discriminazione di genere. La sua specificità è negli strumenti: la valutazione ex ante del bilancio e il monitoraggio ex post dei suoi esiti. Gli strumenti utili al gender auditing sono molteplici, molti in fase di  costruzione e sperimentazione. E’ utile ad esempio affrontare un’analisi di bilancio attraverso la distribuzione delle entrate e delle spese in base all’impatto di genere: 1-spese destinate direttamente alle donne (o agli uomini) ad es.: per la salute, per l’imprenditoria…, 2-spese destinate al raggiungimento delle pari opportunità, 3-spese che residuano (o neutre), oppure redigere statistiche e indicatori relativi al benessere delle persone disaggregati per genere.

Le aree ritenute di maggiore interesse per una sperimentazione di bilancio di genere sono quelle dove sono più immediate le connessioni tra le politiche messe in campo, le azioni intraprese e gli effetti prodotti sulle persone, uomini e donne. Le aree o settori, cioè, che “sono costretti a pensare in termini di utenza”, come  l’istruzione e la formazione, la cultura e le politiche sociali.

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