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26 aprile: dopo cena passa a sinistra

24 aprile 2011

La partecipazione come metodo di governo della città: questa è la nostra proposta, inserita nel programma del candidato sindaco Edoardo Guenzani. Non la semplice richiesta di un voto, della delega a governare, ma la volontà di coinvolgere attivamente i cittadini e le cittadine nelle decisioni e nelle scelte dell’amministrazione. Amministrazione che deve quindi diventare trasparente e scegliere di usare un linguaggio chiaro e comprensibile. E che deve impegnarsi per stimolare la partecipazione reale di chi vive la città, di chi ne conosce in prima persona i problemi, i bisogni, ma anche le possibili risposte e opportunità. A partire dalle scelte di bilancio e di urbanistica: due temi fondamentali per definire in che tipo di città si vuole vivere, temi da cui si cerca di solito di allontanare i cittadini, anche usando termini tecnici appositamente difficili, che confondono anziché consentire di capire, per mettere i cittadini di fronte allo stato compiuto e dare loro la sensazione che nulla si poteva fare, che la politica non li riguarda e che è meglio delegare agli esperti. Bilancio partecipato e urbanistica partecipata, dunque. Come già alcuni comuni virtuosi hanno con successo sperimentato. Sfruttando le nuove tecnologie e attivando la cittadinanza digitale che permetta anche ai cittadini con difficoltà motorie e/o sensoriali di essere protagonista. Ma anche realizzando luoghi di incontro e aggregazione nei quartieri, le case della partecipazione, per sviluppare una cittadinanza attiva e consapevole. Perché la partecipazione serve anche a rinnovare il senso di appartenenza alla comunità, a promuovere la consapevolezza che si può intervenire per cambiare la propria città e migliorare la qualità della propria vita. La partecipazione per contrastare la paura (e quella fabbrica della paura su cui PdL e Lega tanto insistono per racimolare voti, tenere le persone chiuse dentro nelle case e consegnare soldi pubblici (tanti soldi pubblici) alle imprese che producono sistemi di sicurezza (eccezion fatta per la sicurezza sul luogo di lavoro, dove si continua a morire). Sistemi di sicurezza e sorveglianza, costati anche a Gallarate milioni di euro, che all’occorrenza non servono peraltro a niente. La partecipazione per ricostruire socialità, reciproca conoscenza, reti di aiuto e solidarietà. La partecipazione per riprendersi in mano la propria vita. E la propria città. E il proprio futuro.

Questi saranno i temi dell’incontro di martedì 26 aprile alle ore 21.00 presso la sala Impero di piazza Risorgimento.

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