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SEL osserva…

18 luglio 2011
In riferimento alla procedura di VIA del Master Plan di Malpensa (terza pista, Polo logistico di 200.000 mq, ampliamento cargo city, satellite interpista, ecc. ecc.) Sinistra Ecologia Libertà della provincia di Varese ha presentato al Ministero dell’Ambiente le proprie osservazioni

Con riferimento alla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale ai sensi dell’art.26 del d.lgs. 152/06 e s.m.i. relativa al nuovo Master Plan dell’Aeroporto di Milano Malpensa presentato da ENAC/SEA, si inviano le seguenti osservazioni:

si ritiene necessaria l’attivazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Mentre il Parco del Ticino e i Sindaci dei Comuni interessati al progetto di ampliamento dell’aeroporto di Malpensa, affiancati da un numero crescente di associazioni, comitati e cittadini, chiedevano di subordinare alla VAS della Regione Lombardia sul nuovo Piano d’Area quadrante ovest, SEA ed ENAC hanno avviatola VIA, con il consenso della Regione. Regione che ha, nella propria delibera del 28/7/2010, affermato la necessità di procedere in modo coordinato frala VIA sull’ampliamento di Malpensa ela VAS del Piano d’Area, per potere valutare al meglio le ricadute sulle aree interessate, per poi però lasciare fermala VAS mentre la procedura di VIA ha proseguito l’iter.

Il Master Plan comporterà delle variazioni nei documenti di programmazione territoriale dei Comuni e del PTC del Parco Ticino e sostituirà il precedente Piano Regolatore Aeroportuale del 1985; esso è quindi da considerarsi un atto di Pianificazione Territoriale, da sottoporre come tale a V.A.S.

La differenza fra procedura di VIA o di VAS è sostanziale: solo la valutazione strategica permette infatti di valutare compiutamente se il territorio è in grado di reggere l’ulteriore ampliamento del sedime e l’incremento di voli per passeggeri e merci.

Il territorio intorno all’aeroporto presenta livelli di inquinamento accertati che devono essere considerati nel progettare un ulteriore intervento che incrementa voli, traffico veicolare e consumo di territorio. Numerosi studi dei Comuni e del Parco del Ticino evidenziano questo dato che colpisce sia l’ambiente sia la salute dei cittadini. L’inquinamento dell’aria, con tutte le conseguenze che ne derivano per la salute umana, è allarmante così come l’inquinamento luminoso e acustico, che può produrre, lo afferma chiaramente lo studio HYENA, stati di ipertensione, a sua volta fattore di rischio per l’insorgenza di infarto del miocardio e l’ictus.

Lo studio Hyena mette in risalto come soprattutto il rumore derivante dal traffico veicolare e il traffico aereo notturno ha effetti significativi sul rischio di insorgenza di malattie. Ed è utile ricordare che i voli notturni decollano e atterrano a Malpensa, in contrasto con gli obblighi imposti dal decreto D’Alema Allegato A (che ha previsto l’eliminazione dei voli notturni dalle 23.00 alle 6.00) e della nota del Ministero dell’Ambiente del 19/1/2011 che prevede che possano essere autorizzati voli notturni diversi da quelli di Stato, sanitari e d’emergenza, sentite le regioni e gli Enti locali, ove venga accertato il mancato superamento della zona di rispetto A dell’intorno aeroportuale del valore di 60 db.

Il progetto di arrivare a 50 milioni di passeggeri e al traffico di oltre 1,3 tonnellate di merci all’anno, con conseguente aumento del traffico aereo, non può essere sopportato dal territorio. Né può essere sopportato il previsto aumento del traffico veicolare dei passeggeri, degli addetti e del trasporto merci, traffico che produrrà non solamente altro inquinamento acustico e dell’aria, ma che pure produrrà incrementi nei tempi di percorrenza con danni anche economici.

Si sottolinea come gli effetti ambientali, occupazionali ed economici legati all’attività dell’aeroporto di Malpensa riguardano già ora un’area più vasta di quella considerata nel SIA. A maggior ragione il piano di ampliamento del sedime aeroportuale e la previsione di incremento di voli per passeggeri e trasporto merci avrà conseguenze su diversi comuni, ben oltre i6 kmconsiderati.

L’ampliamento del sedime aeroportuale di oltre 400 ettari, finalizzato alla costruzione della Terza Pista di 2400 metri nella zona sud-ovest, l’ampliamento dell’area cargo, la realizzazione del Polo Logistico sui una superficie di 200.000 mq comporterà la scomparsa di un’ampia fetta di territorio di brughiera e di un’ulteriore delocalizzazione di cittadini del comune di Lonate Pozzolo.

Il luogo prescelto per l’ampliamento è un’area del Parco del Ticino che possiede caratteristiche da proteggere secondo la direttiva habitat e secondo la direttiva uccelli, un’area di autentica brughiera che non potrà né rigenerarsi spontaneamente altrove né essere ricostruita artificialmente in altro luogo per le particolari caratteristiche del suolo, come studi del Parco del Ticino in collaborazione all’Università di Pavia hanno sottolineato. Il danno ambientale sarebbe dunque irreparabile e non mitigabile. Inoltre l’area rappresenta un corridoio ecologico basilare della rete per la continuità Nord-Sud del Parco del Ticino.

Congiuntamente la frazione di Tornavento del Comune di Lonate Pozzolo è destinata a scomparire, imponendo ai residenti altre delocalizzazioni dopo quelle del 2001 e del 2007.

Si osserva poi che alcuni aspetti legati alla sicurezza dei voli non sono stati adeguatamente considerati: lo studio MITRE segnala che la collocazione e l’altezza della torre di controllo potrebbero non essere compatibili con gli standard e potrebbe essere necessario situarla altrove, che la struttura di sostegno a sud del viadotto che conduce all’entrata principale del terminal passeggeri è troppo alta e dovrebbe essere ridotta in altezza in base alle norme di sicurezza ICAO.

Anche l’impatto che l’aumento dei passeggeri previsto dal nuovo Master Plan avrà sull’impianto di depurazione di Sant’Antonino, identificato come ricettore delle acque per il trattamento delle acque di scarico derivanti dall’infrastruttura, non è stato adeguatamente valutato. Il depuratore situato nel Comune di Lonate Pozzolo venne realizzato alla fine degli anni Ottanta per servire un carico antropico di 600.000 abitanti, senza neppure prevedere la realizzazione del progetto di Malpensa 2000. Sebbene SEA dichiari che le acque in uscita dall’aeroporto siano nei limiti tabellari, non si considera che confluiscono in un depuratore già oggi sottodimensionato, che in futuro dovrebbe addirittura reggere l’incremento a 50 milioni di passeggeri. E’ bene ricordare che il depuratore di Sant’Antonino è stato fino a poco tempo fa sotto sequestro per ordine del Tribunale di Busto Arsizio per il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente e che le opere di adeguamento ordinate dal Tribunale ancora oggi in corso, non paiono avere risolto i problemi.

Tale consumo di territorio, che produrrà danni ambientali per un’area ben più vasta del comune interessato, è peraltro frutto di una stima di sviluppo del traffico aereo dell’aeroporto di Malpensa del tutto opinabile. SEA non tiene conto infatti che nel Nord Italia ci sono 10 aeroporti internazionali che si fanno concorrenza (Genova, Torino, Malpensa, Linate, Orio al Serio, Brescia, Verona, Treviso, Venezia, Bologna), che è Fiumicino lo scalo principale di Alitalia, che Lufthansa Italia chiuderà la base di Malpensa a fine ottobre 2011, con la perdita di 1,2 milioni di passeggeri. Le recenti dichiarazioni di Alitalia che intende introdurre voli charter verso La Romana (Repubblica Dominicana), Saint Maarten, Mombasa e Zanzibar nei mesi invernali certo non permetteranno di raggiungere le stime prefissate.

La stessa ENAC ha corretto al ribasso le stime di SEA. Ed è comunque evidente che con le attuali due piste l’aeroporto di Malpensa potrà gestire il traffico previsto ben oltre il 2020. Se poi venissero attivati adeguamenti procedurali e tecnologici, la capacità dell’aeroporto verrebbe ulteriormente aumentata. La priorità dovrebbe quindi essere quella di rendere maggiormente efficiente le infrastrutture attuali, anziché progettarne delle nuove con gli impatti che ne conseguiranno. D’altra parte anche Easyjet, che gestisce in Malpensa il 30% dei passeggeri dello scalo, e l’Associazione Nazionale vettori e Operatori del trasporto Aereo (Assaereo), associazione di categorie aderente a Confindustria, hanno manifestato la propria contrarietà alla terza pista. Né possono essere sottovalutate le criticità sottolineate dagli operatori economici e dagli Enti locali in relazione alle proposte del nuovo Polo Logistico e di centri direzionali e ricettivi all’interno del sedime aeroportuale. Ricordiamo la più recente preoccupazione espressa Federalberghi Varese per il previsto nuovo hotel a 3 stelle di 151 camere (già che nel raggio di10 km ci sono 37 alberghi di cui14 a 3 stelle).

Per tutte queste ragioni, si chiede pertanto che venga espresso un PARERE AMBIENTALE NEGATIVO sullo Studio di Impatto Ambientale relativo al Nuovo Master Plan dell’Aeroporto di Malpensa.

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2 commenti leave one →
  1. raffaella permalink
    21 luglio 2011 05:46

    ciao Cinzia,
    ho letto con molto interesse questo documento. E’un lavoro importante.
    grazie e buona giornata

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  1. La Prealpina colpisce ancora « VIVA VIA GAGGIO

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