Skip to content

Così cambiamo la città

16 ottobre 2011
Presentate dall’assessore all’urbanistica in commissione territorio lunedì scorso le linee di indirizzo della variante generale al PGT. Il 17 ottobre verranno discusse in commissione (ore 17.30 palazzo Broletto). Successivamente verranno approvate dal Consiglio Comunale.
 
Pensare la Città vuol dire soffermarsi sulla capacità dell’amministrazione civica di influire, con buoni progetti o con decisione avventate e controproducenti, sulla vita quotidiana, sull’ambiente, sulla mobilità e sulla vivibilità, sul rapporto tra luoghi di produzione e luoghi di consumo.
Diceva La Pira: “Le città hanno una vita propria; hanno un loro proprio essere misterioso e profondo; hanno un loro volto; non sono cose nostre di cui si possa disporre a nostro piacimento: sono cose altrui, delle generazioni venture, delle quali nessuno può violare il diritto e l’attesa”.
“La città è probabilmente monumento costruito dall’uomo, la rappresentazione fisica delle volontà, delle speranze e delle memorie di una intera collettività” (Vittorio Gregotti.)
Gallarate oggi appare una città violata, senza un suo senso e un suo volto: è un luogo abitato da cittadini e non da concittadini; la differenza non è sottile, perché dice un differente modo di porsi nelle relazioni, nell’interesse e nello sfruttamento della vita della propria comunità.
Anche la nostra Città è diventata sempre più accentuatamente luogo di lavoro o di divertimento, trasformando chi la frequenta, e in primis i propri abitanti, in utilizzatori, in city users come si usa dire: si è trasformata, anche nell’immaginario, solo in strumento di servizio ancor più che di lavoro.
Negli ultimi anni Gallarate, a causa degli alti costi di acquisto delle abitazioni e delle difficoltà a trovare affitti a prezzi ragionevoli, sta di fatto espellendo una fascia di popolazione (lavoratori dipendenti e precari a reddito medio, medio-basso, famiglie monoreddito o con reddito totale non elevato) che è costretta a cercare residenza nei paesi limitrofi.
Si perde, così, quella varietà di composizione sociale che aiuta a creare un volto di città completo e rappresentativo di tutta la realtà.
L’obiettivo che dobbiamo porci è quello di una Città che possa offrire luoghi di relazione, di incontro, di condivisione, che non ghettizzi i suoi residenti, che mantenga la sua vocazione all’impresa, all’iniziativa, al lavoro.
Con uno slogan possiamo affermare che una città vive se ha più piazze non più palazzi.
Non dobbiamo mai, inoltre, considerare, anche in questa difficile contingenza economica per gli Enti Locali, gli interventi urbanistici ed edilizi in un’ottica finanziaria, per cui le volumetrie edificabili sono conseguenza delle necessità di finanziamento e di cassa dell’Ente. Non si può considerare il nostro suolo come creatore di moneta.
A partire da queste ragioni, l’Amministrazione intende procedere alla revisione del Piano di Governo del Territorio attraverso l’apertura del procedimento di Variante generale ai sensi della Legge Regionale 12/2005, attivando al contempo il processo partecipativo e decisionale.
Gli aspetti su cui, ad avviso di questa Amministrazione, si dovrebbe concentrare la modifica del piano vengono di seguito elencati:
– Gallarate è nodo di scambio e di passaggio grazie alla presenza delle autostrade, di importanti assi ferroviari, del vicinissimo aeroporto della Malpensa; è polo attrattore per la presenza di aziende, di attività commerciali, di servizi e scuole, dell’ospedale ma non possiamo immaginare che il territorio comunale debba sopportare una continua crescita numerica dei suoi abitanti. E’ quindi necessario definire un obiettivo di sviluppo inferiore dei residenti rispetto a quelli attualmente previsti, considerando ancor più l’incidenza dei piani attuativi già approvati e convenzionati ed il largo numero di unità abitative attualmente non occupate.
– La storia industriale di Gallarate, la sua vocazione al lavoro, devono essere valorizzate anche attraverso il mantenimento della destinazione produttiva delle aree non effettivamente dismesse oltre che alla individuazione di spazi attrattivi per nuovi insediamenti produttivi non impattanti e di valore, così da riproporre il volto di una Città che ha la volontà di intraprendere e di accettare le sfide che il nuovo mondo globalizzato ci propone.
– Il problema reale della riqualificazione delle aree industriali dismesse, affrontato attraverso la definizione di Ambiti di trasformazione, deve essere affrontato all’interno della Variante generale secondo criteri di equilibrio e di attenzione alle reali necessità della Città. In questo senso dobbiamo valutare una sensibile diminuzione delle superfici commerciali di media distribuzione, la possibilità di insediare edilizia convenzionata e sovvenzionata all’interno del perimetro dei vari ambiti, così come si devono rivalutare le opere pubbliche e gli interventi per servizi non correlati all’area propria dell’ambito di trasformazione ed in generale le opere a scomputo oneri a carico dell’operatore privato. Particolare attenzione verrà posta all’eventuale perfezionamento del metodo di perequazione.
– Per quanto attiene agli ambiti di trasformazione relativi agli insediamenti produttivi anche a seguito della possibile espansione del sedime aeroportuale di Malpensa, dobbiamo riconsiderare la necessità di destinare porzioni del nostro territorio a servizi logistici che tendenzialmente caricano di traffico ed inquinamento gli assi viari senza apportare altrettante ricadute positive in termini occupazionali.
– Il tessuto urbano presenta una continuità di zone edificate che dovrebbero essere interrotte dalla presenza di aree a verde, parchi urbani fruibili che possano apportare benefici all’intorno piuttosto che i minimi appezzamenti che abbiamo visto a corredo delle costruzioni realizzate nel recente passato.
– Ribadiamo la necessità di salvaguardare le zone a verde a nord e a sud della Città anche attraverso il ripensamento complessivo dell’ambito A.T. 14 ed A.T. 15 e la eliminazione della possibilità di edificazione della struttura ospedaliera, evitando la totale conurbazione con Busto Arsizio. La fine della Città così come intesa dalla nostra tradizione millenaria, come afferma Leonardo Benevolo, nasce dalla mancanza di definizione del suo confine.
– Gallarate presenta zone edificate negli anni 60 e 70 che vivono situazioni di degrado dei fabbricati e che tendono a diventare luoghi ghettizzanti. L’Amministrazione intende promuovere ed incentivare il riuso e la riqualificazione strutturale ed energetica di queste aree e fabbricati anche favorendo la collocazione di proposte di housing sociale.
– La salvaguardia dell’identità della Città passa anche attraverso l’identificazione, la conservazione e la valorizzazione, favorendone una adeguata manutenzione, delle tipologie e degli elementi di valore storico e caratteristico presenti nel centro storico principale ed i centri storici dei quartieri.
L’Amministrazione intende, in occasione della Variante generale al PGT, proporre all’ente Parco del Ticino la ridefinizione, all’interno dell’attuale perimetrazione delle aree di I.C. che si intende riconfermare, le zone di minor criticità che possano essere escluse dall’obbligo di autorizzazione paesaggistica.
Con l’avvio del procedimento, l’attivazione dei processi partecipativi e la raccolta delle istanze, l’Amministrazione si rende disponibile al confronto, alla valutazione ed al miglioramento che singoli cittadini, associazioni e forze politiche potranno apportare a queste iniziali linee di indirizzo.
Annunci
2 commenti leave one →
  1. Agostino permalink
    16 ottobre 2011 19:13

    Mi sarebbe piaciuto leggere che farete al più presto interventi “visibili” per i cittadini :

    Sistemare le strade piene di buche
    Pulizia (passare in viale dei Tigli che non vede lo spazzino da secoli..)
    Marciapiedi in viale Milano /( e in tante altre strade) disastrati e senza scivoli per le carrozzelle dei portatori di andicap…
    Avete promesso di risolvere il problema del traffico in Pza Risorgimento
    Avete promesso le piste ciclabiliì in città ma avete almeno un piano per realizzarle ?

    Va bene “pensare la città” …..ma partite dalle “piccole cose” che interessano i cittadini elettori !

  2. 18 ottobre 2011 15:26

    @Agostino, abbiamo promesso di intervenire sul PGT per evitare l’inutile cementificazione della città e il moltiplicarsi di centri commerciali. Sono elementi che incidono molto sulla vivibilità della città, traffico e mobilità in primis. E stiamo procedendo nella direzione detta in campagna elettorale. Certo, come ci dici, non bisogna dimenticare il quotidiano, come le buche e le barriere architettoniche. Magari con più difficoltà di quello che i cittadini si aspetterebbero, ma stiamo lavorando anche su questo, ricercando attivamente anche i soldi per potere realizzare gli interventi. Sulle piste ciclabili lavoreremo all’aggiornamento di un progetto del 2005, che la passata amministrazione aveva allegato al PGT ma che così com’è, per le tante trasformazione urbanistiche e viabilistiche (piazza Risorgimento per esempio) non è praticabile, così da poterle davvero realizzare. Su piazza Risorgimento proprio oggi pomeriggio viene presentato lo studio per la rotatoria dell’incrocio di Via Venegoni/via XX Settembre, che dovrebbe aiutare a ridurre il passaggio delle auto su Piazza Risorgimento e facilitare, abbreviando i percorsi, i ciclisti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: