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Su malpensa, una precisazione.

12 novembre 2011

L’amministrazione comunale di Gallarate, questa amministrazione e nessun’altra prima di lei, ha espresso sul progetto di ampliamento di Malpensa una posizione chiara: la necessità della VAS e nel merito un parere contrario. Lo abbiamo scritto nero su bianco dopo un’assemblea pubblica che ha dato voce ai cittadini e alle cittadine. Lo abbiamo fatto a partire dalle preoccupazioni per la città, per l’inquinamento atmosferico e acustico, per la salute dei gallaratesi; ma lo abbiamo fatto anche pensando a quanto accadrà nei comuni vicini, alla progettata devastazione di un pezzo di brughiera che non è parte di Gallarate ma che consideriamo un bene anche nostro. Lo abbiamo fatto (e scritto) sottolineando la situazione allarmante già di oggi.

Perché si tratta, ne sono convinta, non solo di opporsi al nuovo Master Plan di SEA e all’inutile dispendio di soldi, ma anche di individuare un limite di sostenibilità per il territorio. Cioè porre un limite al numero di voli, quindi di trasporto di passeggeri e merci. Perché se anche Malpensa arrivasse con le sole due piste esistenti a far viaggiare 40 milioni di passeggeri, le conseguenze su ambiente e salute sarebbero comunque insostenibili. Per questo l’unica ipotesi per salvaguardare salute e ambiente tutelando il lavoro (e riducendo la sua progressiva precarizzazione in aeroporto, che riguarda ormai la stragrande maggioranza di chi vi opera) è immaginare un HUB del nord Italia, un sistema che metta in rete, e non in concorrenza, gli aeroporti esistenti distanti appena 50 km l’uno dall’altro. Senza prevedere, peraltro ciascuno per conto proprio in assenza di ogni volontà e capacità di coordinarsi, ampliamenti in ogni dove che neppure il mercato ritiene utili.

In questa situazione la scelta del Comune di Milano, con la nuova amministrazione Pisapia, di dialogare con le amministrazioni locali è una novità importante. La capacità che Milano ha avuto di spingere anche SEA e Regione Lombardia, finora sordi alle voci dei territori, a un confronto è una opportunità da non sottovalutare. Certo, lo so bene, non basterà essere pazientemente ascoltati. Bisognerà pure che le nostre contrarietà vengano prese in considerazione.

La strada resta insomma in salita. Ma, nella fatica, bisogna comunque provare a percorrerla. Ogni amministrazione ha, in questo camminare insieme, il diritto di scegliere in autonomia gli strumenti che pensa più idonei per assolvere al proprio dovere di difendere la salute pubblica. Casorate Sempione ha scelto di fare un esposto, sulla base di dati chiari che oggettivamente mostrano gli effetti sulla nostra salute dell’inquinamento legato alla presenza di Malpensa. Detto questo, resta la necessità di sperimentare nuove vie di confronto che ieri erano precluse e che oggi si aprono.  Non so dire oggi se saranno vie che porteranno a qualcosa o invece vicoli ciechi. Ma bisogna avere il coraggio di percorrerle, tenendo ben d’occhio i rischi possibili. Senza cedere alle sirene della monetizzazione del danno, stimolando la partecipazione dei cittadini, dei comitati, delle associazioni.

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