Skip to content

Piazza Garibaldi: come intervenire?

5 febbraio 2012

Si sta parlando in questi giorni, per l’ennesima volta da che ho l’età della ragione, della pedonalizzazione di Piazza Garibaldi. Mi piacerebbe che per una volta si inizi una discussione non con chi è a favore e chi è contro, a priori, per lasciare di nuovo le cose come sono. Mi piacerebbe che si costruisse un percorso per rendere davvero la piazza diversa, per renderla innanzitutto una piazza in luogo del parcheggio che è oggi.

Ci sono interventi che occorre fare in fretta e subito. Un po’ nel motto tolto il dente, tolto il dolore. Ci sono interventi che hanno necessità di essere adeguatamente preparati per potere essere utili. Piazza Garibaldi rientra in questo secondo caso.

ASCOM ha messo le mani avanti, ha chiesto un referendum fra i commercianti. Le preoccupazioni di chi ha un negozio in piazza o nelle vicinanze è sacrosanta. Sappiamo bene che le difficoltà economiche dei negozi di vicinato sono oggi dovute a tante cause complici, dalla crisi che ci attanaglia al moltiplicarsi dei centri commerciali. Ma comunque mai come in questo periodo la perdita di un singolo potenziale cliente incide sul bilancio, mai come in questo periodo il rischio chiusura è un pericolo reale. Certo, però, non solo i commercianti hanno diritto di parola. E una buona amministrazione tiene conto delle esigenze di tutti. Meglio, una buona amministrazione ricerca le possibili soluzioni che permettano alle diverse utenze della città di fruire positivamente di una piazza resa pedonale. E credo che il compito di un’assessora all’ecologia non debba semplicemente essere quello di porre l’accento sulla difesa del territorio o la qualità dell’aria. Il compito deve essere quello di collaborare a progettare interventi che funzionino, che mostrino come la difesa dell’ambiente non migliora solo l’aria ma anche la qualità della vita. E non è contro chi lavora. E’ ora di uscire dalla dicotomia fra difesa dell’ambiente e difesa del lavoro, che sia quello dell’operaio o del commerciante. Una dicotomia creata spesso ad arte, una dicotomia che a Malpensa ha funzionato benissimo per contrapporre interessi, quelli di chi vive vicino all’aeroporto e quelli di chi vi lavora, che alla fine ha lasciato tutti col cerino in mano, mentre grandi affari venivano e sono realizzati solo da alcuni, che a Malpensa né ci lavorano, né ci vivono.

Tornando alla piazza Garibaldi: oggi è solo un brutto parcheggio. Per escluderne le auto, occorre in primo luogo non tanto realizzare nuovi parcheggi, che ci sono (Seprio Park, via XX Settembre e il silos di Piazza Europa, via Cantoni…) ma educare (uso un termine forte) i cittadini nostri e dei paesi limitrofi che se si esce il sabato o la domenica per fare un giro in centro, si può anche parcheggiare a 300 metri, che si perde meno tempo e ci si arrabbia meno a percorrere a piedi quei 300 metri che non a girare alla ricerca, spesso inutile, del parcheggio più vicino, che percorrendo quei 300 metri si butta l’occhio sulle vetrine dei negozi (e poi si compra o meno a seconda del bisogno e dei soldi in tasca). Per escludere le auto, occorre anche promuovere una mobilità diversa, più dolce e sostenibile. Occorre educare all’uso per esempio della bicicletta e fornire gli strumenti perché si possa usare: da una rete ciclabile alle rastrelliere per parcheggiarle, un progetto su cui la maggioranza sta lavorando. E una volta escluse le auto, bisognerà avere già chiaro che uso fare della Piazza perché venga fruita: abbellirla con arredi e un po’ di verde (così che abbia anche un ruolo nel clima della zona, come lo aveva piazza Risorgimento, migliorando anche la situazione dei residenti in estate), organizzarci eventi che attraggano persone, farla vivere di giorno e di sera.

E mentre si progetta, con il contributo e la partecipazione di tutti e tutte, intanto a Primavera sperimentare qualche giornata in cui la piazza è fruita in libertà dalle persone, senza auto, coi bimbi liberi di scorazzare, le mamme e i papà senza preoccupazioni degli attraversamenti a guardare le vetrine o a bere un caffè, i giovani a ritrovarsi, i più anziani a fare due passi senza pericoli. E tutti a respirare un’aria migliore.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: