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Affrontare la questione morale. Subito.

1 marzo 2012

di SEL Gallarate

Aspettiamo naturalmente la motivazione della sentenza di condanna per estorsione a Caianiello e Miano per esprimere un parere compiuto. Come intendiamo mantenere saldo quel garantismo fino all’ultimo grado di appello che pretendiamo per ogni imputato, anche quando si tratta di un povero cittadino italiano o di un migrante affamato. Purché il legittimo ricorso all’appello non diventi una scorciatoia giuridica per evitare la sentenza definitiva, contando su prescrizioni e burocrazie agitate ad arte da avvocati senza etica.

Ma un insegnamento comunque da questa vicenda e dai numerosi processi che ormai rivoltano le scelte urbanistiche del PdL degli ultimi 10 anni a guida Mucci – Bossi (Massimo), la vogliamo trarre. Quella di una trasparenza voluta e dovuta ai cittadini nelle scelte di governo della città, di trasparenza dei luoghi decisionali, degli attori che ne prendono parte. In particolare se si parla di urbanistica.

Lo dicevamo in occasione della frettolosa e tutt’altro che trasparente approvazione del PGT nell’alba della giunta di centrodestra. Dicevamo che non solo di cemento trattava il Consiglio comunale sul PGT. In gioco era anche la questione morale, che non può essere ridotta semplicemente alla propensione di alcuni esseri umani a rubare o a corrompere. La questione morale c’è quando i luoghi della decisione politica non sono trasparenti, quando non c’è il controllo sociale, quando si impedisce la partecipazione. La questione morale si pone quando le osservazioni di alcuni cittadini sono trattate diversamente da quelle di altri. Come accadde allora (quando, per esempio, su 22 osservazioni richiedenti l’aumento della edificabilità, solo 1 veniva accolta, quella della DADA srl, senza che venisse fornita una motivazione reale di questa scelta).  

La questione morale si è posta quando la passata amministrazione ha dismesso la preminenza dell’interesse pubblico, affidando al mercato il ruolo di regolare la città, di imporre i propri interessi. Trasformando la stessa politica in mercato. Anche mercato elettorale.

E’ certamente un passo importante che quel mercato elettorale non abbia funzionato, che i tanti cittadini portatori di interessi diffusi abbiano scelto di voltare pagina. Ora, chi come noi ha sempre considerato la politica un servizio per la città, deve riproporre la questione morale. A partire dalla trasparenza, la possibilità di controllo e di partecipazione sulle nuove scelte urbanistiche. In parte già abbiamo iniziato. I cittadini hanno risposto come non ci saremmo aspettati. Ora andiamo avanti. La magistratura faccia i suoi passi nella piena autonomia e nei tempi (lunghi) che le sono propri. La politica faccia la sua parte. Subito.

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