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Commissione pari opportunità. Si parte. Male

11 luglio 2012

Commissione pari opportunità. Parte male. Parte senza dare a tutte le 17 candidate che hanno partecipato al bando le medesime opportunità. Una bella contraddizione.

Sì, perché l’assessore con la delega alle pari opportunità aveva proposto alla commissione capigruppo, come da Regolamento della commissione stessa, una lista ragionata delle donne da nominare. Aveva ragionato a partire unicamente dai curricola presentati da ciascuna. Una coraggiosa scommessa: nominare una commissione fatta di donne individuate sulla base delle loro competenze ed esperienze, al di là delle vicinanze politiche. Obiettivo avere una commissione che potesse davvero con efficacia intervenire sul tema delle pari opportunità. Un tema certo importante per le donne, ma ancora più importante per gli uomini della nostra cittadina. Perché se la vita sociale, politica, economica ostacola o esclude la presenza delle donne, allora la democrazia è dimezzata, parziale, incompleta. Cioè non è.

Ma la scommessa è stata persa. E con la scommessa, si è persa una opportunità. Il centrodestra ha preteso che le “proprie” candidate ci fossero. Anche se altre donne senza tessera avevano presentato un curriculum migliore. La commissione capigruppo pressoché all’unanimità (con l’eccezione di SEL e Lega)  ha convalidato purtroppo questa pretesa, legittimando una scelta non sulla base del merito ma per appartenenza politica. Dimenticando come i mezzi che si usano (vale a dire le modalità e i criteri di nomina delle componenti della commissione) incidono sul fine. Sia chiaro: l’avere una tessera di un partito in tasca o essere stata candidata non deve essere elemento di discriminazione. Ma ugualmente non può essere elemento di privilegio.

E’ un peccato. E’ un peccato che non ci si sia impegnati per costituire la migliore commissione pari opportunità possibile. Un peccato che non si sia colto quanto importante siano le politiche per le pari opportunità. Un peccato che il mondo politico, tanto maschile a Gallarate, non abbia colto l’occasione per  rinnovare le proprie pratiche.

Che il consigliere di SEL, maschio, abbia rifiutato queste pratiche, mi conforta e mi consolida la speranza che cambiare si può. Uomini e donne, insieme. Anche se la strada da percorrere rimane tanta e tortuosa.

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  1. Vito Laudati permalink
    12 luglio 2012 10:19

    Ieri sera ero presente al consiglio comunale, serebbe stato opportuno che i presenti ne venissero a conoscenza di questo ,dove ancora una volta il merito è stato considerato secondario . Credo che la maggioranza ha perso una occasione di trasparenza e di credibilità.

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