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Ricicleco a Sciarè: nuove tecniche per ridurre gli odori. Da verificare

2 agosto 2012

Il 31 luglio si è svolta presso la Provincia di Varese la Conferenza dei servizi relativa la progetto di Ricicleco di incrementare la quantità di verde trattato per produrre compost. Più specificatamente il progetto prevede:

– l’aumento di 6.000 tonnellate del quantitativo annuo di rifiuti proveniente dalla manutenzione del verde (passando da 8mila a 14mila t/anno) da recuperare mediante compostaggio,

– attribuzione della qualifica di materia prima secondaria al materiale vegetale della linea biomassa, mantenendo invariato la quantità oggi trattata (18.000 tonnellate all’anno);

– riutilizzo dei sovvalli legnosi che si producono durante il compostaggio, reinserendoli nella fase iniziale del ciclo,

– riorganizzazione delle aree funzionali;

– mantenimento dell’attuale superficie del centro, senza quindi ulteriore consumo di suolo.

Due sono state le maggiori preoccupazioni espresse dall’amministrazione di Gallarate: l’avere certezza programmatoria da Ricicleco che nel giro di pochi anni ha presentato due progetti molto diversi fra loro (uno comprendente il trattamento della FORSU, la parte organica dei rifiuti) e la diffusione di odori.

Sul primo punto Ricicleco ha affermato la volontà di proseguire col progetto di ampliamento nel trattamento dei rifiuti del verde proveniente dalla manutenzione, investendo anche economicamente su questo piano. I tecnici della Provincia hanno informato dell’archiviazione del progetto (in fase di verifica di assoggettabilità alla VIA) che prevedeva il trattamento dei rifiuti organici, anche a seguito dello stop di AIPO.

Sul secondo punto diverse saranno le modifiche gestionali introdotte per ridurre la creazione di odori, come previsto da varie prescrizioni indicate da ARPA e Provincia. 

1. Il verde potrà essere stoccato prima della lavorazione per un massimo di 3 giorni, anziché gli attuali 5. In questo modo la quantità di rifiuti giacenti al centro di compostaggio non aumenterà (nonostante l’aumento quantitativo annuo) e si ridurrà la probabilità di fenomeni degenerativi.

2. I rifiuti vegetali da trasformate in compost dovranno essere attentamente miscelati con matrici più secche (giacché sono i rifiuti più umidi, come l’erba, a produrre odori).

3. Nella fase attiva, quella più generante odori, il verde sarà ossigenato tramite canaline: questa ossigenazione forzata permetterà di evitare che il materiale depositato venga meccanicamente rigirato (momento questo particolarmente critico nello sviluppo di odori). La funzionalità del sistema di insufflazione forzata di aria dovrà essere periodicamente verificata.

4. Prima della triturazione il materiale vegetale dovrà essere adeguatamente umidificato.

5. Dovrà essere installato una centralina meteo per monitorare le condizioni climatiche. Arpa ha chiesto che vengano monitorati velocità e direzione del vento, temperatura, umidità, pressione atmosferica, precipitazioni, radiazione solare e che venga precisato in quali condizioni metereologiche non favorevoli le operazioni ad alto potenziale odorigeno verranno sospese o ridotte (con sospensione anche del ricevimento degli scarti del verde per rispettare i 3 giorni massimi di stoccaggio).

6. Dovrà essere adottato un programma di monitoraggio olfattometrico annuale, cioè un monitoraggio degli odori, tenendo conto della recente delibera regionale sulle emissioni gassose da attività a forte impatto odorigeno.

Anche a seguito delle criticità avanzate dal comune di Gallarate (l’altro comune interessato dal progetto, Cassano Magnago, non ha partecipato alla Conferenza dei servizi e non ha presentato parere) è stato deciso un aumento graduale del quantitativo di rifiuti da recuperare: un aumento nella prima fase di 3.000 tonnellate/anno per raggiungere in una seconda fase le 6.000 tonnellate complessive. Al termine della prima fase, l’impresa dovrà darne informazione agli Enti e chiedere alla Provincia di Varese la possibilità di procedere alla seconda fase. La Provincia darà il nulla osta solo dopo avere verificato l’effettiva diminuzione dell’impatto degli odori e sentiti gli altri Enti coinvolti, Gallarate ovviamente compresa.

Pur presentando il proprio parere contrario deliberato in giunta, si è concordato su questa procedura sperimentale che permette di verificare sul campo (e non solo sulla carta) l’effettivo effetto benefico dei nuovi interventi tecnici e gestionali proposti. Se tali innovazioni verranno correttamente applicate e consentiranno di eliminare o ridurre significativamente gli odori, il nostro parere diverrà favorevole e si potrà procedere in un’attività di recupero di scarti del verde che certo è utile.  Altrimenti procederemo col parere contrario. Contemporaneamente l’impresa potrà iniziare ad investire nelle innovazioni (impresa che pure ha concordato sull’aumento graduale e sulla necessità di tenere in debita considerazione gli effetti odorigeni dell’impianto sugli abitanti dei quartieri interessati). Insomma un accordo che permette al centro di compostaggio di investire in una nuova tecnologia per migliorare le proprie prestazioni e che pure tutela chi abita vicino all’impianto.

Nell’anno di sperimentazione naturalmente sarà nostra cura verificare, con gli abitanti di Sciaré e Madonna in Campagna, come la situazione si evolve.

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