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#oppurevendola a Gallarate parte dalla piazza. Sabato 20 ottobre

18 ottobre 2012

Sabato partiamo con la campagna delle primarie. Certo non è che il viaggio inizia ora…da tempo stiamo cercando quotidianamente di cambiare l’Italia. E non da soli. Con le primarie, con le elezioni politiche e in Lombardia si affaccia una importante possibilità. Il cambiamento non passa solo dalle elezioni, anzi le elezioni sono solo un passaggio. Ma se vince Vendola sarà più facile cambiare. In piazza Libertà dalle 16 alle 19, anche con i referendum per i diritti del lavoro.

Ci sono due parole che da troppo tempo non s’incontrano mai, vivono in universi incomunicanti: sono le parole “politica” e “speranza”. Il senso che noi diamo alle primarie, il senso stesso che noi diamo al nostro impegno è questo: cercare di trasformare la politica e la speranza in una coppia di fatto.
Perché la politica, orfana di speranza, è divenuta disperata scalata di carriere, ha preso la tangente (è proprio il caso di dirlo) di un pragmatismo cinico, disposto a tutto.
Perché l’austerità non è la soluzione della crisi. I tecnici hanno liberato l’Italia da una brutta immagine, quella del declino scomposto dell’impero berlusconiano, ma non hanno voltato pagina sulle cose che contano davvero. Ci vuole un’altra austerità, quella per chi arraffa ricchezza.
C’è Marchionne, senza se e senza ma. Oppure ci sono imprese che cercano il futuro investendo in innovazione e rispettando i lavoratori.
C’è il lavoro senza diritti. Oppure lavoro stabile e competente.
Ci sono le banche al governo e i mercati che regolano la nostra vita. Oppure la nostra vita che regola i mercati.
Ci sono le rendite. Oppure la scelta di tassare i grandi patrimoni e ridurre le tasse all’impresa e al lavoro.
Ci sono gli anziani senza assistenza. Oppure la cura della solidarietà e dell’inclusione.
C’è l’ipocrisia, oppure i diritti civili. Mentre di nuovo si chiama alla guerra santa contro chi minaccia la famiglia, domandiamoci chi la minaccia davvero. Se il liberismo, la povertà e la precarietà che l’hanno messa a pane e acqua, oppure quei due uomini, quelle due donne che si baciano e che vogliono farlo dicendo al mondo il nome finalmente pronunciabile del loro amore.
Ci sono 23 miliardi di euro l’anno di spese militari oppure l’Italia che ripudia la guerra e spende meglio i suoi soldi.
Ci sono il cemento e la devastazione dell’ambiente, oppure la sua difesa e valorizzazione.
Ci sono le privatizzazioni, oppure i beni comuni.
Ci sono quelli che cadono sempre in piedi e che vorrebbero Monti per sempre. Ci sono gli ultimi che restano sempre ultimi. Oppure gli ultimi saranno i primi.
C’è chi ha perso la speranza di un’Italia migliore, chi ha rinunciato a cambiarla.
OPPURE VENDOLA.
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