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il PGT in assemblea nel cuore dell’area SS336

28 ottobre 2012

Il Piano del Governo del Territorio (PGT), che stiamo cambiando (direi rovesciando come un calzino) attraverso una variante generale, non dice semplicemente dove e cosa si può costruire. Disegna la città che abiteremo, la qualità di vita che avremo. O che non avremo.

E’ palese la necessità di salvaguardare il poco verde rimasto, di fermare il cemento e i suoi affari. E’ ormai percezione comune che lo sviluppo non si raggiunge col calcestruzzo, ma che anzi l’eccessiva cementificazione ha danneggiato la città e le sue potenzialità. Consolidando una gestione del territorio che, secondo la magistratura, era fatta anche di corruzione e illeciti.

Gallarate è già tanto inutilmente costruita: palazzi, capannoni, centri direzionali, negozi sfitti a testimoniare quanto suolo si è consumato senza motivo, per pura speculazione. Per non parlare dei centri commerciali e della grande distribuzione. Solo un dato: Gallarate ha 2.000 mq di commercio per abitante, mentre Varese ne ha 1.300 e Busto 450 mq.

I dati sulle abitazioni esistenti indicano come già ci sono case per soddisfare l’aspettativa di crescita della popolazione gallaratese dei prossimi 5 anni e oltre. Non è stato invece ancora definito il costruito e inutilizzato per la destinazione terziaria, direzionale e produttiva. Occorrerà ricercare questi dati per capire, con dati oggettivi, se serve ancora costruire (anche se a guardarsi intorno pare proprio che anche in questi ambiti già oggi tanto sia vuoto).

Ciò vale a maggiore ragione per il quartiere di Madonna in Campagna, che più di altri è colpito dalle previsioni di edificazione del PGT della passata amministrazione. E’ a Madonna in Campagna, intorno alla SS336, che è resistita l’ultima ampia area verde della città. E’ qui che si sono rivolti gli appetiti dei grandi costruttori, agevolati da un PdL sempre verso di loro bendisposto. Si è voluto prevedere quasi 1 milione di metri cubi di nuove edificazioni. Oltre all’ipotesi di ospedale unico e allo spostamento di alcune grandi distribuzioni da viale Milano (in aumento delle cubature previste) per sostituire comunque con altre edificazioni, a destinazione direzionale, lo spazio lasciato.

Ma al di là di cosa si pensa sul consumo di territorio, per scelte così importanti bisogna coinvolgere ogni cittadino e ogni cittadina nelle decisioni. L’amministrazione sta decisamente perseguendo questa direzione, portando in ogni quartiere il PGT, per dare informazioni e sentire quel che i cittadini pensano e propongono.  Spetta ora ai cittadini cogliere questa possibilità e agire il proprio diritto/dovere di essere informata, di essere coinvolta, di essere parte attiva delle decisioni.

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