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la ciclabile in corso Leonardo da Vinci

22 novembre 2012

una risposta al consigliere Dall’Igna (http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/via-leonardo-da-vinci-quanti-parcheggi-scompaiono-248694.html ) e a chi parla di ciclabili ma non vuole togliere nemmeno un parcheggio

Sono circa una ventina i parcheggi che verranno meno con la realizzazione della ciclabile in corso Leonardo Da Vinci. Non c’è un numero preciso perché non erano tracciati e quindi il numero poteva variare a seconda di chi e come parcheggiava. Di quest’opera se ne è parlato anche all’incontro di Arnate. Non lo ha fatto l’amministrazione, lo hanno fatto a più voci i cittadini presenti che hanno richiesto (in quel quartiere, come altrove) più possibilità di muoversi in bicicletta, specificatamente segnalando la necessità di collegare oltre via Ferrario la pista già esistente in corso Leonardo da Vinci con il centro e via Fogazzaro. Proprio quello che in questi giorni si sta realizzando.

Qualche parcheggio verrà a mancare anche in via XX Settembre con il progetto della rotonda di Via Venegoni, che prevede la ciclabilità sulla stessa via XX Settembre e oltre verso la stazione. In entrambi i casi ci sono ampi parcheggi sottoutilizzati nel raggio di 100 metri.

Se si decide di realizzare percorsi ciclabili, occorre fare delle scelte. La larghezza della strada è quasi ovunque un dato definito, a meno di proporre l’abbattimento di qualche edificio. Dunque, per fare spazio alle biciclette, occorre levare spazio alle auto. Lo abbiamo fatto, a me pare, con intelligenza, là dove comunque già ci sono appunto altre possibilità di parcheggio non distanti.

Non è possibile stare nell’ambiguità, come si è fatto a lungo a Gallarate. Sostenere cioè che le ciclabili servirebbero, ma che pure non si può eliminare neppure un parcheggio. Perché il risultato è che delle ciclabili si parla, ma non si fanno. Questa amministrazione ha scelto di farle, di assumersi la responsabilità di scegliere. Come aveva scritto nel proprio programma elettorale.

P.S. certo che abbiamo visto lo studio di fattibilità per il sostegno della mobilità ciclistica del febbraio 2004. Proprio in questi giorni si stanno meglio sistemando le corsie ciclabili di Via Gramsci, ampliandole per evitare che le auto parcheggiate invadano la corsia destinata alle biciclette. Come lo studio del 2004 già evidenziava. Mi domando se qualcuno si ricordò di quello studio nell’approvare il progetto di Piazza Risorgimento, così pericoloso per ciclisti e pedoni.

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