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Ricicleco (centro rifiuti di Sciaré): prossimi mesi di sperimentazione e monitoraggio

13 dicembre 2012

La Provincia di Varese ha notificato al comune di Gallarate l’archiviazione delle istanze dell’agosto  2011 della Ricicleco Srl, società che gestisce l’impianto di riciclaggio dei rifiuti provenienti dalla manutenzione del verde pubblico e privato situato sul confine fra Gallarate e Cassano Magnago, nella zona di Sciaré. Il progetto prevedeva l’ampliamento del centro al fine di incrementare la quantità di trattamento dei rifiuti inserendo una nuova linea di trattamento della FORSU, cioè la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (37.000 tonnellate/anno di rifiuti organici, circa il 70% della quantità complessivamente prodotta in provincia di Varese).

L’ubicazione e l’ampiezza del progetto avevano destato diverse preoccupazioni nell’amministrazione, a partire dal luogo dove il centro si trova: un’area di fascia B di esondazione del Rile e del Tenore, area già pericolosamente erosa in questi anni e coinvolta anche dall’intervento di collegamento con la Pedemontana.  A preoccuparci e motivare un nostro parere contrario anche il prevedibile aumento del numero dei veicoli diretti al centro, il problema degli odori (problema già oggi presente), la richiesta di costruire varie opere edilizie in un’area verde.

Con la rinuncia a proseguire il progetto di trattamento dei rifiuti organici, la Ricicleco srl ha recentemente presentato delle integrazioni al progetto di aumento delle quantità di trattamento del verde, come definito alla Conferenza dei servizi presso la Provincia del 31 luglio scorso.

Il progetto prevede:

– l’aumento di 6.000 tonnellate del quantitativo annuo di rifiuti proveniente dalla manutenzione del verde (passando da 8mila a 14mila t/anno) da recuperare mediante compostaggio,

– attribuzione della qualifica di materia prima secondaria al materiale vegetale della linea biomassa, mantenendo invariato la quantità oggi trattata (18.000 tonnellate all’anno);

– riutilizzo dei sovvalli legnosi che si producono durante il compostaggio, reinserendoli nella fase iniziale del ciclo,

– riorganizzazione delle aree funzionali;

– mantenimento dell’attuale superficie del centro, senza quindi ulteriore consumo di suolo.

Anche a seguito di quanto espresso in Conferenza dei Servizi dal comune di Gallarate, sono state introdotte delle modifiche gestionali per ridurre la creazione di odori:

  1. il verde potrà essere stoccato prima della lavorazione per un massimo di 3 giorni, anziché gli attuali 5. In questo modo la quantità di rifiuti giacenti al centro di compostaggio non aumenterà (nonostante l’aumento quantitativo annuo) e si ridurrà la probabilità di fenomeni degenerativi;
  2. i rifiuti vegetali da trasformare in compost dovranno essere attentamente miscelati con matrici più secche (giacché sono i rifiuti più umidi, come l’erba, a produrre odori);
  3. nella fase attiva, quella più generante odori, il verde sarà ossigenato tramite canaline: questa ossigenazione forzata permetterà di evitare che il materiale depositato venga meccanicamente rigirato (momento questo particolarmente critico nello sviluppo di odori). Ricicleco si è impegnata a manutere e pulire il sistema di insufflazione con frequenza annuale e a ispezioni trimestrali per verificarne l’effettiva funzionalità; ugualmente le canaline per la raccolta delle acque saranno sottoposte a manutenzione e pulizia annuale e verifica trimestrale;
  4. prima della triturazione il materiale vegetale dovrà essere adeguatamente umidificato;
  5. come prescritto a ottobre è stata installata una centralina meteo per monitorare le condizioni climatiche, dotata di sensore di temperatura e umidità, barometro, anemometro (che misura direzione e velocità del vento), pluviometro, piranometro (che misura la radiazione solare).
  6. E’ stato inoltre svolto uno studio sull’impatto degli odori in relazione a specifiche condizioni meteo e adottato un programma di monitoraggio olfattometrico annuale.

Ora, come deciso in Conferenza dei Servizi, l’impianto incrementerà i quantitativi trattati in due fasi. Inizialmente aumenterà di 3.000 tonnellate/anno i rifiuti vegetali trattati, completando un ciclo di compostaggio di 90 giorni, effettuando le analisi del compost prodotto e comunicando agli enti il completamento del ciclo. Quindi chiederà alla Provincia di Varese la possibilità di procedere alla seconda fase, attendendone il nulla osta. La Provincia, come impegnatasi, potrà dare il nulla osta solo dopo avere verificato l’effettiva diminuzione dell’impatto degli odori e sentiti gli altri Enti coinvolti, Gallarate ovviamente compresa.

In questa fase di sperimentazione sarà compito dell’amministrazione comunale valutare gli effetti dei nuovi interventi tecnici e gestionali realizzati. Se tali innovazioni consentiranno di ridurre significativamente gli odori, il nostro parere diverrà favorevole. Altrimenti procederemo col parere contrario. Ovviamente saranno soprattutto i cittadini di Sciaré e Madonna in Campagna coloro che meglio di tutti potranno dirci se e come la situazione si è modificata.

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One Comment leave one →
  1. vito permalink
    14 dicembre 2012 11:34

    Condivido la scelta fatta dal Comune.

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