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Sogni e desideri per una Lombardia da cambiare. Completamente.

17 gennaio 2013

Pubblicazione1Ho 43 anni e da molti anni sono attivamente impegnata per la difesa dell’ambiente, dei diritti, dei beni comuni, per promuovere un consumo etico e sostenibile.

Ho iniziato a lavorare con contratti precari, mentre mi laureavo in Psicologia all’Università statale di Padova. Assunta, dopo avere vinto un concorso, al Comune di Somma Lombardo, ho lavorato più di 10 anni con i disabili psichici adulti. Quindi sono stata educatrice di asilo nido ed educatrice di sostegno nella scuola.

Il mio impegno politico inizia nei movimenti per la pace e per i beni comuni. Grazie all’incontro con donne coraggiose, comincio poi a occuparmi di pari opportunità, laicità, autodeterminazione delle donne, diritti civili.

A Gallarate sono stata consigliera comunale per 4 anni impegnandomi contro il consumo di suolo e i danni ambientali di Malpensa, per una città accogliente e solidale. Dal 2011, dopo la vittoria del centrosinistra, sono assessora alla partecipazione, all’ecologia e alle fonti rinnovabili.

Mi sono candidata alle elezioni regionali convinta di potere portare, in una Lombardia che ha bisogno di un profondo cambiamento, le competenze acquisite in questi anni nelle associazioni, nei movimenti, nelle istituzioni.

Di potere portare la passione di chi fa politica perché semplicemente non sopporta le ingiustizie e i soprusi. Di chi ha sogni e desideri e lotta per poterli realizzare. Di chi non ha perso la speranza di una Lombardia migliore, di chi non ha rinunciato a cambiarla.

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2 commenti leave one →
  1. vito permalink
    20 gennaio 2013 13:06

    Ciao Cinzia
    Sei stata votata nelle ultime votazioni Comunali e sei Assessore non credi che prima di candidarti alla Regione dovresti finire il tuo mandato presso il Comune .

  2. 20 gennaio 2013 21:16

    E’ una delle cose che ho valutato di più, benché ovviamente la eventuale dipartita di un’assessora (ti prego, nominami al femminile, che ci tengo per questioni di sostanza e non solo di forma) non fa cadere la giunta. Due sono le considerazioni che ho fatto: una: proprio l’esperienza amministrativa mi ha rafforzato l’idea che non basta un buon governo locale, anzi un governo locale può davvero poco se Regione e Stato governano male e che anche lì servono politiche immensamente diverse -e penso di potere portare la mia esperienza costruita per lo più nei movimenti ma negli ultimi anni arricchitasi nell’istituzione-; due: nessuno/a è indispensabile se, come facciamo a Gallarate, si governa con una maggioranza che dialoga, anche affrontando le diversità. E cmq i temi che più mi sono cari per Gallarate, primo fra tutti il consumo di suolo, non li abbandonerei. In ogni caso. Anche dovessi uscire dalla giunta per qualsiasi motivo.

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