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A sinistra, nei fatti.

20 gennaio 2013

Pubblicazione sxNel candidarmi alle elezioni regionali, ho pensato quali contenuti potrei portare in Lombardia.

Allora sono partita da me, da quel che ho fatto negli anni e dalle scelte che compio nella mia quotidianità ogni giorno. Perché sono convinta che chi indica possibili obiettivi e si candida per concretizzarli, deve provare a praticarli in prima persona. Perché il cambiamento deve tenere insieme l’azione politica e l’agire quotidiano.

Così ho scelto uno slogan: a sinistra, nei fatti. Perché non ne posso più delle parole soltanto. Delle anime belle che si mettono in cattedra a indicarti la corretta via, senza però sperimentarsi nel concreto a percorrerla. Delle infinite discussioni a sinistra sulle sfumature di rosso che il sole dell’avvenire dovrebbe avere, mentre il tramonto si fa ogni giorno più scuro.

Con i contenuti che negli anni, ogni giorno dentro e fuori le campagne elettorali, ho percorso, mi presento per le elezioni regionali. Provando a definire cosa significa, almeno per me, stare a sinistra: fermare il consumo di suolo e con esso l’ampliamento di Malpensa, laicità e autodeterminazione delle donne, solidarietà e integrazione, diritti civili e del lavoro, beni comuni a partire dalla difesa dell’acqua pubblica, mobilità sostenibile, consumo etico, democrazia partecipata e cittadinanza attiva.

Con Sinistra Ecologia Libertà sostengo Umberto Ambrosoli come candidato alla presidenza della Regione. Per portare uno specifico contributo di sinistra, per arricchire una proposta politica, per orientarla vero la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente senza ambiguità e incertezze. Lo stesso spirito che motiva la presenza di SEL a livello nazionale nella coalizione progressista, con Bersani presidente del Consiglio. Lo stesso spirito con cui SEL amministra col centrosinistra a Gallarate.

Sarebbe più semplice criticare da fuori le incertezze (e gli sbagli) del PD. Sarebbe più semplice, anche a Gallarate, sottolineare quello che non va anziché attivarsi per correggerlo. Sarebbe più facile fare testimonianza di giuste idee che però idee sono destinate a restare, anziché confrontarle con altre, trovare le strade per convincere e concretizzarle, costruire partecipazione con associazioni e cittadini e insieme reciprocamente contaminarsi dando forza a bisogni e speranze. Sarebbe più semplice limitarsi a dire, anziché sperimentarsi nel fare, con le possibilità di errori che esso comporta. E in questo confrontarsi, talvolta anche mediare, tenere bene in testa che l’obiettivo non è prendere il potere, ma trasformarlo. Da “potere su” (sostantivo) a “potere di” (verbo). L’obiettivo non è governare L’Italia o la Lombardia, l’obiettivo è trasformare L’Italia e la Lombardia, considerando il governo uno degli strumenti del cambiamento.

Io ci provo. Portando la passione di chi fa politica perché semplicemente non sopporta le ingiustizie e i soprusi. Di chi ha sogni e desideri e lotta per poterli realizzare. Di chi non ha perso la speranza di una Lombardia migliore, di chi non ha rinunciato a cambiarla.

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2 commenti leave one →
  1. scaglione angela permalink
    21 gennaio 2013 13:45

    Vai Cinzia, dritta alla meta.

  2. cristina permalink
    27 gennaio 2013 03:25

    finalmente una bella notizia e una buona ragione x votare alle prossime regionali.

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