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Malpensa: di nuovo no all’ampliamento. I “Chiarimenti” non chiariscono.

14 febbraio 2013

L’amministrazione comunale, con delibera di giunta, ha ribadito la propria contrarietà al Master Plan di Malpensa e riaffermato la necessità di una VAS. Nei “Chiarimenti” prodotti da SEA nel novembre 2012, non vengono forniti nuovi elementi di valutazione in risposta alle osservazioni presentate che evidenziavano il livello critico della qualità dell’aria. Ci si limita nuovamente ad affermare attesi miglioramenti a seguito dei progressi tecnologici. Ancora non si prendono in considerazione inquinanti tipicamente riconducibili al traffico aereo (come gli IPA -idrocarburi policiclici aromatici- e il particolato ultrafine), né si valutano gli effetti della deposizione al suolo degli inquinanti, nonostante le sentenze n. 11169/2008 del Tribunale di Milano (cosiddetta sentenza Quintavalle) e la sentenza n. 2157/2012 della Corte di Appello del Tribunale di Milano che hanno condannato SEA e Ministero dei Trasporti a risarcire il proprietario dei terreni per 8 milioni di euro considerando i sorvoli degli aerei causa della morte delle piante. Né si prende in considerazione l’avvio di procedura di infrazione della Commissione Europea per violazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica.

In merito all’inquinamento atmosferico e al congestionamento delle strade generato dall’incremento del traffico passeggeri e merci, il Comune di Gallarate ribadisce la necessità di uno studio del traffico viabilistico. Mentre per quanto riguarda il collegamento ferroviario Malpensa Nord, si ricorda che l’Amministrazione Comunale di Gallarate ha formulato esplicita richiesta alla Regione Lombardia in data 11/05/2012 affinché, nella fase di revisione del Piano Territoriale Regionale e della annessa VAS, si faccia parte attiva perché il tracciato venga definitivamente stralciato.

In merito allo studio di incidenza e agli approfondimenti degli aspetti vegetazionali ed ecosistemici, si è inoltre osservato che:

–      la documentazione richiama il progetto “Coltiviamo la Brughiera – Progetto per il ripristino di lembi di brughiera nel Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate, per il recupero di ambienti in via di rarefazione e come sistema di gestione naturalistica delle servitù degli elettrodotti”, evidenziando “la possibilità tecnica” del ripristino dell’habitat di brughiera (che verrebbe distrutta con la terza pista e il polo logistico). Le valutazioni dei curatori del Progetto non sono invece così definitive e anzi evidenziano difficoltà nel procedere della sperimentazione

–      si individuano come interventi di compensazione aree già oggi naturali e habitat di specie di rilevante interesse naturalistico; aree già sottoposte a tutela nelle quali sono stati attuati in questi anni interventi di miglioramento forestale; aree già individuate come interventi di mitigazioni e compensazioni dal Piano del Verde di Malpensa 2000 rimasti inattesi, anche introducendo modifiche che contraddicono quanto previsto dalla LR 10/1999;

–      la previsione di ottenere le aree oggetto di mitigazioni e compensazioni da proprietari privati non da garanzie rispetto all’ottenimento delle stesse ed espone gli enti pubblici a contenziosi.

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