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Prosegue il percorso legato al patto dei sindaci: presentata la BEI

21 aprile 2013

Con la firma del Patto dei Sindaci, l’amministrazione comunale di Gallarate si è impegnata a sviluppare un Piano per l’energia sostenibile (PAES), per raggiungere l’obiettivo della riduzione di almeno il 20% delle emissioni di CO2. Due professionisti, il dott. Maffeis e il dott. Fedeli, in collaborazione con i dipendenti dell’ufficio tecnico, lo stanno predisponendo.

Il primo importante passo è stato la predisposizione del BEI (baseline emission inventory), che quantifica la CO2 emessa nel territorio così da predisporre interventi per la sua riduzione, quantificandone l’efficacia. Al 2005, anno di riferimento scelto perché è in quell’anno che sono diventate operative le banche dati dei consumi energetici, sono state calcolate le emissioni del patrimonio pubblico (edifici, illuminazione pubblica, parco veicolare del comune e trasporto pubblico) e di quello privato (consumi dei settori residenziale, terziario, produttivo, commercio, agricolo e trasporto in ambito urbano). Suddividendo anche per vettore (tipo di combustibile: gas naturale, energia elettrica, GPL, olio combustibile, gasolio, benzina, carbone).

Tali dati sono stati confrontati con le emissioni nel 2010, valutandone gli scostamenti.

Nei 5 anni, il consumo di energia elettrica negli edifici comunali è cresciuto da 2554 a 3295 MWh, il consumo di gas naturale è passato da 17.830 a 26.754, mentre il consumo di gasolio (79MWh) è rimasto invariato. L’aumento è legato all’incremento degli edifici comunali avvenuto in quegli anni con la realizzazione del MAGA e del Falcone. Nell’illuminazione pubblica il consumo è diminuito nel 2010, dopo un continuo incremento fino al 2009, anche grazie alla sostituzione delle lampade a vapori di mercurio.

I consumi di gas naturale, calcolata sui dati forniti da AMSC, sono nel quinquennio leggermente diminuiti per il residenziale, leggermente aumentati per il terziario e il produttivo.

La produzione locale di energie con fonti rinnovabili è decisamente limitata: a tutto il 2012 risultano installati circa 5.368 KW di fotovoltaico di cui 1.340 installati prima del 2011. Circa il 60% della potenza è relativa a 15 grossi impianti con potenza superiore a 100 KW. Sono solo 148 gli impianti di piccole dimensioni integrati agli edifici (potenza inferiore a 20 KW). Non è segnalata la presenza di impianti di energia termica.

La sintesi del BEI conclude che i consumi energetici sono addebitabili per l’11,5% ai trasporti privati e commerciali, per lo 0,5% ai trasporti pubblici, per il 27,7% al settore produttivo, per il 41,4% al residenziale, il 16,8% al terziario non comunale e commerciale, l’1,8% agli edifici e impianti comunali, lo 0,4% all’illuminazione pubblica. I combustibili più usati sono: gas naturale (58,8%) responsabile del 46,9% dell’emissione totale di CO2, energia elettrica (21,8%) responsabile del 34,4% di emissione di CO2, gasolio (11,3%) responsabile dell’11,9% di emissione di CO2, benzina (5,4%) responsabile del 5,3% dell’emissione di CO2 complessiva. Solo 1,1% di energia consumata deriva da fonti rinnovabili.

Le emissioni di CO2 sono addebitabili per il 37,3% al settore residenziale, 29,7% al produttivo, 18,7% al terziario non comunale, 11,5% ai trasporti privati e commerciali, 1,6% agli edifici comunali, 0,6% all’illuminazione pubblica, 0,5% al parco veicoli comunale.

E’ immediatamente evidente da questi dati che l’obiettivo della riduzione del 20% nell’emissione di CO2 potrà essere raggiunto solo se si saprà convincere i cittadini dell’opportunità ambientale ed economica nell’uso delle energie rinnovabili. Anche per questo nei prossimi mesi partiremo, mentre ancora il PAES sarà in elaborazione, con incontri di sensibilizzazione e confronto con i cittadini e con particolari target (amministratori, imprese costruttrici, architetti…).

Così da abbattere le emissioni di 81.733 tonnellate di CO2 al 2020, contro il previsto aumento di 24.124 tonnellate che si avrebbe se non facessimo interventi.

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9 commenti leave one →
  1. ruotalibera permalink
    22 aprile 2013 20:30

    Purtroppo gli impianti fotovoltaici costano ancora molto. Credo sia il costo a frenare le famiglie. Non basta sensibilizzare, serve anche un massiccio piano di incentivi.

    Go green 😉

  2. 24 aprile 2013 07:39

    uno degli obiettivi è anche fare conoscere le possibilità di accedere a bandi, forme di detassazione, ecc. rendendo evidente il risparmio economico oltre che le ricadute positive sull’ambiente.

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