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ACCAM: il revamping non è la soluzione

15 luglio 2013

I circoli della provincia di Milano e di Varese, a seguito di alcuni articoli apparsi su organi di stampa locali, ritengono doveroso esprimere alcune precisazioni in merito all’andamento della discussione e degli obbiettivi affidati al rinnovato CDA di ACCAM. I circoli concordano con le argomentazioni espresse dal Sindaco di Canegrate, Roberto Colombo, che sentitamente ringraziano per aver espresso le nostre posizioni all’interno dell’assemblea affinché si valuti un’alternativa all’incenerimento, come sostenuto anche da altri comuni, fra cui Gallarate e Legnano.

Il progresso tecnologico oggi permette di realizzare una raccolta differenziata spinta che può raggiungere l’obiettivo di differenziare circa il 95% dei rifiuti, con costi per la realizzazione dell’impianto e il suo esercizio decisamente inferiori a quelli della termovalorizzazione.

Ora gli Amministratori pubblici dovrebbero avere almeno queste tre questioni come prioritarie:

  • La salute pubblica;
  • La salvaguardia dell’ambientale;
  • L’economicità della raccolta e dello smaltimento.

La termovalorizzazione dei rifiuti è un processo che produce inquinamento atmosferico dovuto all’emissione di polveri sottili, diossine ed altri composti, pericolosi per la salute umana, generati durante i fenomeni della combustione. Esistono approfonditi studi che dimostrano la pericolosità sull’uomo di tali emissioni, tant’è che le Direttive Europee hanno imposto limiti sempre più stringenti sui processi, al fine di diminuire il più possibile le quantità di inquinanti emesse.

In Europa il concetto della termodistruzione dei rifiuti viene con maggior forza e consapevolezza messo in discussione e si affacciano, con decisione, scelte volte ad aumentare la raccolta differenziata ed il riuso dei prodotti di scarto.

In questo filone si inserisce la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale della Lombardia. La citata mozione regionale impegna a:

  • dare priorità alle politiche di riduzione, di riuso e di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio dei rifiuti urbani;
  • intraprendere ogni iniziativa di propria competenza affinché non si realizzino progetti di ampliamento, in termini di capacità di smaltimento rispetto ai quantitativi ad oggi effettivamente trattati, degli impianti di incenerimento esistenti.

La quantità di rifiuti indifferenziati, grazie all’impegno delle Amministrazioni Comunali e alla accresciuta sensibilità dei cittadini, è molto diminuita negli anni, tanto da essere inferiore alla capacità di smaltimento dei termovalorizzatori, così che questi oggi non riescono ad operare adeguatamente. In Lombardia inoltre non vi sono situazioni cronicizzate per la gestione dei rifiuti, come quelli della Campania, per cui l’incenerimento diventa la soluzione anche per risolvere l’emergenza sanitaria ed ambientale.

Da ultimo ma non meno importante per una Amministrazione che voglia chiamarsi tale vi è la questione economica.

Il revamping dei forni di ACCAM comporterà una spesa superiore ai 40 milioni di euro con un tempo di ammortamento di circa 25 anni. Ciò mentre già oggi i costi per il conferimento ad ACCAM sono decisamente superiori ai prezzi di mercato, anche a seguito della “concorrenza” degli altri termovalorizzatori dovuta alla penuria di rifiuti. Poiché la quantità di rifiuti conferita dagli Enti soci è insufficiente alle necessità operative di ACCAM sarà necessario cercare il conferimento di rifiuti da altri Enti non soci. E’ facile immaginare che questi Enti, non soggetti obbligatoriamente a conferire ad ACCAM, o sceglieranno mete più economiche oppure chiederanno di pagare meno dei Soci.

Per questo riteniamo sia possibile superare l’idea della termovalorizzazione e invece sia necessario investire in strutture che massimizzino la raccolta differenziata e valorizzino la componente FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani).

 Ne guadagnerebbero innanzi tutto la salute dei cittadini e l’ambiente. Ne guadagnerebbero anche i bilanci dei Comuni e, attraverso l’abbattimento dei costi di gestione della raccolta e dello smaltimento, anche i bilanci delle famiglie, delle attività produttive e commerciali, che da quest’anno con la TARES pagheranno l’intero costo del ciclo dei rifiuti.

In un periodo di crisi e ristrettezze come quello attuale anche una riduzione di questa tariffa sarebbe un risultato che faciliterebbe la ripresa economica, occupazionale ed una piccola boccata di ossigeno per le famiglie in difficolta.

A fronte di tutto quanto sopra, il rinnovato CDA quindi non ha un mandato in bianco, per effettuare il revamping, ma ha sicuramente il mandato di analizzare sotto tutti gli aspetti il problema e quindi di proporre all’Assemblea dei sindaci la soluzione più sostenibile per tutti anche per le la salute e tasche dei cittadini.

Circoli Sinistra Ecologia libertà del Legnanese e Provincia di Varese

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