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I primi passi del PAES: bus a metano e car sharing

24 settembre 2013

Si muovono i primi passi del PAES, piano per l’energia sostenibile, approvato in consiglio comunale il 9 luglio scorso, dopo un attento studio delle emissioni di CO2 emesse in città (divise per settori pubblico e privato e per tipo di combustibile – altre info qui https://cinziacolombo.wordpress.com/2013/04/21/prosegue-il-percorso-legato-al-patto-dei-sindaci-presentata-la-bei/), così da individuare efficaci e misurabili pratiche di intervento per la loro riduzione.
Due gli interventi previsti sul trasporto.
1) L’acquisto da parte di AMSC di 3 nuovi minibus a metano (in parte finanziato con contributi regionali) e l’attivazione di un’opzione per l’acquisto di altri 3 minibus, sempre a metano.
Una scelta che indica un cambiamento straordinario nelle politiche seguite da AMSC negli anni scorsi, visto che il parco autobus di AMSC è molto vecchio, con un’età media di 17 anni rispetto a una media di 11 anni in Lombardia e in Italia.
Solo 3 autobus di AMSC sono Euro 5 e solo 2 sono Euro 3 originali (convertibili in Euro 4 o 5 entro il 2016); 18 sono invece Euro 0 convertiti a Euro 3 (non essendo più possibile la conversione a categoria Euro superiore, tali autobus non saranno più utilizzabili a partire dal 2016, data per la quale la Regione Lombardia ha bandito i motori a gasolio Euro 3).
23 autobus su 25 hanno una dimensione di 10-12 metri, una grandezza utile per il trasporto degli studenti, ma certo eccessiva rispetto alla domanda di trasporto cittadino. Inoltre i vecchi autobus da 10-12 metri (cilindrata tra i 7.200 e i 9600 cc) consumano circa 1 litro ogni 1-2 km; gli autobus corti a metano (cilindrata: 3.000 cc) consumano circa 13-15 kg ogni 100 km. In termini di costo si parla di una riduzione di oltre l’80%.
In termini ambientali, confrontando i bus euro 0 a gasolio con il bus a metano si ha una riduzione del 35,3% nell’emissione di CO2, del 98,6% per il pm10, del 90,1% della NOx.

2) La promozione del sistema di car sharing ecologico nella città di Gallarate, attraverso l’utilizzo di veicoli elettrici (almeno per il 50%) e comunque a basso impatto ambientale, attivando una postazione in piazza Giovanni XXIII per 3 stalli di sosta dedicati (con posa delle colonnine idonee alla ricarica elettrica degli automezzi).
Tale progetto potrà offrire ai cittadini e alle cittadine un servizio di trasporto che consente di abbinare al mezzo pubblico tradizionale un mezzo di trasporto pubblico ad uso individuale. Oltre a una riduzione nelle emissioni di anidride carbonica, a un miglioramento dell’inquinamento atmosferico e rumoroso, l’uso dell’auto condivisa consente una maggiore razionalità nell’uso dei veicoli e minimizza lo spazio occupato dalle auto. Un’auto di proprietà rimane infatti inutilizzata per molte ore al giorno e in questo tempo continua però a occupare spazio e determina dei costi fissi per il proprietario, che pesano per circa due terzi sul costo totale di gestione. Il car sharing permette di utilizzare i veicoli più razionalmente e per una quantità di tempo giornaliero maggiore, diminuendo il numero di auto pro capite e lo spazio necessario per la loro sosta.
Le esperienze già consolidate hanno dimostrato come circa un quarto degli aderenti rinuncia a possedere un proprio veicolo e se si considera che anche una parte di coloro che prima non possedevano un’auto presto o tardi l’avrebbero acquistata, il rapporto sale a un quinto.

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