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Da stabile abbandonato a Casa di Francesco

21 ottobre 2013

image8L’amministrazione comunale, grazie all’impegno soprattutto dell’assessorato ai servizi sociali guidato da Margherita Silvestrini, aveva presentato nell’aprile 2012 il progetto Oikia (casa in greco, ma anche nucleo famigliare, persone che la abitano) per affrontare l’emergenza abitativa. Da anni, infatti, ci sono più di 600 famiglie in coda per un alloggio popolare, mentre se ne riescono ad assegnarne una trentina all’anno. Un’emergenza che di anno in anno diventa sempre più ampia, fra sfratti e difficoltà per tante famiglie a trovare un affitto sostenibile o a sostenere un mutuo.
Da allora si è raggiunto un accordo con Fondazione Exodus che, con la proposta di ristrutturazione di Villa Calderara per ospitare un centro dedicato ai giovani con l’obiettivo di prevenire il disagio, consegnerà al Comune due alloggi di emergenza. Si è variato il PGT per avere nuove case popolari in via Forze Armate (ottenendo 3 alloggi ERP supplementari in luogo di una sala riunioni) e proponendo una variante generale che promuove l’edilizia convenzionata nelle ristrutturazioni delle aree dismesse.
E con gennaio 2014 partirà anche La casa di Francesco. Nello stabile comunale di via Ferraris, un edificio a due piani con cortile interno abbandonato da diversi anni, nascerà una struttura per l’alloggio temporaneo di emergenza con al piano terra 3 camere per dormire la notte (con spazio per docce e lavanderia in servizio diurno), un alloggio per la figura cui sarà assegnato il ruolo educativo e di custodia, un deposito, l’ufficio, uno spazio salute per attività di “medicina leggera” (controllo della glicemia e della pressione, iniezioni). Vi potranno dormire 6 persone in emergenza abitativa per sfratto, allontanamento, dimissioni ospedaliere per una durata di 2 settimane. Il primo piano invece potrà ospitare 5 nuclei abitativi da 4 e 3 posti letto, per un totale di 17 persone (per i quali saranno a disposizione 2 locali comuni per scaldare e consumare i pasti e per uso lavanderia).
Due operatori, in aggiunta alla figura del custode sociale, garantiranno una presenza costante, con il coinvolgimento di volontari opportunamente formati, che si occuperanno, con le persone ospitate, della messa a punto di una strategia personalizzata per l’uscita dall’emergenza.
Con l’obiettivo di proseguire la collaborazione con le realtà attive sul territorio, intorno alla Casa di Francesco verrà attivata una rete che comprenderà Acli, Croce Rossa, Auser, Exodus, Associazione Lalabà, Associazione Vita a Colori, Lions Insubria Gallarate, Associazione Buon Vicinato e comunità straniere presenti sul territorio.
I costi per la realizzazione della casa, circa 840.000 euro, saranno coperti solo parzialmente dal Comune (150.000 euro). La parte restante sarà sostenuta da Caritas Ambrosiana (400.000 euro) e dalla Fondazione Cariplo (280.000 euro), nell’ambito del bando “Diffondere e potenziare l’abitare sociale temporaneo”.
Con l’inizio del 2014, nascerà a Gallarate anche uno sportello informativo, gestito direttamente da Aler, come parte dell’accordo per l’affidamento della gestione degli alloggi Amsc, intesa necessaria perché per legge AMSC non può più gestire questo servizio.

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