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Cedrate e i suoi comitati per la viabilità.

6 novembre 2013

La viabilità di Cedrate cambia, seguendo le indicazioni dei cittadini, riunitasi in comitati. Ieri, in consiglio comunale, c’è stato un gran discutere sulla nascita dei comitati, che secondo la lista Mucci e il PDL sarebbero il segno di un’amministrazione che non funziona e di una partecipazione che non c’è.

Si sono ricordate con rammarico le circoscrizioni che c’erano e che non ci sono più (per inciso vennero abolite dall’amministrazione Mucci, a seguito di un’imposizione legislativa). Io, da consigliera comunale, ho partecipato anni fa a diverse riunioni di circoscrizioni. C’erano solo i consiglieri di circoscrizione (e spesso neanche tutti) e se andava bene uno, massimo due consiglieri comunali. Ne ricordo solo 2 molto partecipate. Una nella circoscrizione di Cedrate – Sciaré con i cittadini che urlavano contro il progetto del Fare. Una seconda a Crenna dove una sala stracolma chiedeva di non costruire in via Monte San Martino un edificio ben più grande di quanto esisteva attorno (che fu definito ecomostro). In entrambi i casi, le richieste dei cittadini furono ignorate. I cittadini non fecero comitati, si limitarono ad arrabbiarsi. Io credo perché erano ben consci che non c’era spazio per l’ascolto delle loro esigenze, che non c’era volontà di amministrare con loro. A distanza di anni, i fatti ci dicono come viceversa si sarebbe fatto bene ad ascoltarli.

Ora invece, di fronte a un problema, i cittadini di alcune vie di Cedrate si riuniscono, formano comitati, chiedono di essere ascoltati, insistono per essere ascoltati. E, con loro, si trova una soluzione che tiene conto delle esigenze di ognuno. Di chi abita in via Dembowschi, in via Greppi, in via Mauri, in via Montecassino.
Io sono convinta, che diversamente dal passato, i cittadini si sono mobilitati anche perché hanno colto che con questa amministrazione c’erano e ci sono spazi di ascolto, c’era e c’è volontà di amministrare con la collaborazione e lo stimolo dei cittadini. Le assemblee nei quartieri, le passeggiate degli assessori per un PGT partecipato, l’uso dei social network hanno mostrato quella volontà. E i cittadini ne hanno “approfittato”. Promuovere la partecipazione è proprio questo: dimostrare che il parere, le idee, le proposte, le critiche dei cittadini sono ascoltate, sono tenute in considerazione. Tanto che si modificano anche scelte prese.

E’ stata una debolezza cambiare alcune disposizioni dopo avere ascoltato le proposte dei cittadini? Io credo che sia stato giusto, necessario, coraggioso. Semmai l’errore è stato di non averlo fatto più in fretta. Un errore da cui possiamo rafforzare la nostra volontà di amministrare coi cittadini. E’ un segno negativo che cittadini si organizzino per portare le proprie istanze, non solo per dire che non va ma per cercare pure delle possibili soluzioni? Io credo che sia un fatto assolutamente positivo. Un successo. Non per l’amministrazione. Ma per la città.

E io sono fiduciosa nella contagiosità del buon esempio.

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