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Giornata della memoria. Una ricorrenza che ci parla del futuro.

19 gennaio 2014

26 gennaio memoria

Se non è così importante avere memoria, se sono fatti ormai lontani che non ci riguardano più, se ormai sono eventi accertati patrimonio della nostra cultura, perché così tanti libri, riviste, conferenze, presunti “studiosi” e “giornalisti” sono tanto impegnati nel tentativo di cancellare la Shoa, i campi di sterminio, le leggi antisemite nostrane e i treni che partivano dall’Italia, le torture e le morti di chi dissentiva? Perché tanto impegno per cancellare questa storia e la lotta di Resistenza che ne nacque, perché impegnarsi tanto nel nasconderla, riscriverla, revisionarla?

Forse perché è una storia che parla ancora ai nostri giorni. Che vi incide. Perché potrebbe riaccadere (e in qualche parte del mondo qualcosa di simile già riaccade). Perché in Europa riprendono forza realtà che si richiamano direttamente al fascismo, al nazismo e ai loro aberranti progetti di razza ariana che prevedono l’eliminazione di tutte le differenze, fisiche e intellettuali. Perché l’onorevole leghista Buonanno (qualche giorno fa su Libero) se la prende con Gad Lerner, reo di criticare la Lega, definendolo “un ebreo che si vanta di essere ebreo”.

Perché Dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione è nata la nostra bella Costituzione. Che oggi, di nuovo, si vuole modificare. Una Costituzione che va difesa e che ci chiede di nuovo di essere partigiani, di dire da che parte si sta. Una Costituzione che detta i diritti e i doveri, che descrive un’Italia democratica e civile, fondata sui valori della giustizia, dell’uguaglianza, della solidarietà, della partecipazione, della libertà. Una Costituzione mai veramente praticata, che non è storia passata, ma possibilità di futuro.

PS: oltre allo spettacolo, ci sarà – come avviene da diversi anni – anche la commemorazione alle ore 11.00 presso il cimitero centrale,  con la deposizione di una corona di fiori sul Monumento alla Resistenza e sul cippo che ricorda i militari di tutte le armi deceduti nei campi di concentramento.

 

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