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E’ deciso: alle Bottini la nuova biblioteca

9 aprile 2014

Quindi alle ex Bottini nascerà la nuova biblioteca. Ma prima ancora un edificio abbandonato da anni, riprenderà vita. Verrà ristrutturato, reso energeticamente efficiente, restituito alla città. Costava meno fare un edificio nuovo. Costava meno buttarlo giù e rifarlo. Economicamente parlando. Ma ambientalmente e culturalmente parlando vale invece, credo, la pena investire nella risistemazione di quanto è già presente. Viene mantenuto un bell’elemento caratterizzante della città. E si evita di produrre materiali edili da buttare e di consumare nuove materie prime. Si dimostra a una città dove palazzi nascevano come funghi, rigorosamente nuovi, che si può anche ristrutturare, valorizzare l’esistente, mantenere, curare, risparmiare suolo. E avere comunque una biblioteca nuova. Che vuole essere qualcosa di più di un luogo dove è depositata la cultura. Un luogo dove è possibile cercare un libro (con scaffali a vista), studiare, fare ricerca. Un luogo anche, in pieno centro, con un giardino di cui fruire anche senza un libro in mano, ma meglio con un libro in mano. Per riconquistare la bellezza del leggere tra il verde, alla luce del sole, per riprendersi tempo e sapere, incontrarsi e chiacchierare, spegnere la TV e l’egoismo e accendere la socialità e la voglia di stare insieme.

A breve si procederà ad affidare i lavori di progettazione. Con avviso pubblico e quindi in modo trasparente, senza scegliere l’amico, la cugina, lo zio, la collega. Ci vorranno diversi mesi per chiudere questa parte, tra progetto preliminare, definitivo ed esecutivo. Per fine anno si potrà approvare il progetto finito e fare partire l’appalto per i lavori. Per lotti funzionali. Cioè si partirà con la ristrutturazione dell’intero edificio, la sistemazione del giardino e delle sponde dell’Arnetta. E, quindi, ci sarà il trasferimento della biblioteca al primo piano (recuperando anche il piano interrato). Con scaffali a vista e spazi studio.

I lavori faranno attenzione anche alla sostenibilità ambientale, all’efficientamento energetico. Con la realizzazione di un “cappotto” per evitare dispersione di calore (all’interno, così da non modificare l’esterno dell’edificio) e serramenti ovviamente nuovi.

Il tutto per 2 milioni di euro. Una spesa importante per un’opera però al servizio dei cittadini e delle cittadine. Pensato per non lasciare un’intollerabile impronta ecologica. Pensato per non gravare, per i costi di funzionamento, in modo insostenibile per le casse del Comune e dei suoi contribuenti.

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