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ACCAM: perché si sia tutti parte della decisione

17 giugno 2014

Da alcuni mesi il revamping (ovvero l’ammodernamento) dei 2 forni inceneritori di rifiuti di ACCAM è stato messo in discussione. Merito delle diverse associazioni e di alcune amministrazioni che non si sono date per vinte e che hanno proseguito nel chiedere un futuro dove il rifiuto viene riciclato e non disperso nell’aria, con conseguenze note per la salute e per l’ambiente.

Approfittando di una delibera regionale che ha sancito che in Lombardia ci sono più inceneritori che rifiuti e che quindi è necessario andare verso la dismissione degli inceneritori esistenti più obsoleti, si è chiesto di valutare delle alternative all’incenerimento.

Alternative che lo studio affidato da ACCAM all’Advisor Bain non ha voluto prendere in considerazione nonostante le evidenti problematiche ambientali, di salute pubblica e anche di sostenibilità economica del progetto  – altre info qui: https://cinziacolombo.wordpress.com/2014/02/05/revamping-accam-basta-il-buon-senso/

Oggi ACCAM pare orientata a proporre di procedere al revamping su un unico forno, abbinando la riqualificazione a sistemi di differenziazione spinta dei rifiuti indifferenziati raccolti.

Ma ha senso il revamping su un forno?

Come altre esperienze italiane ed europee ormai consolidate dimostrano, la realizzazione di sistemi di differenziata spinta, con la cosiddetta “Fabbrica dei Materiali”, è possibile recuperare altri rifiuti riciclabili dal sacco viola, quello dell’indifferenziata, fini a ridurre a circa il 10% del rifiuto iniziale la quantità da inviare a smaltimento.

Vale a dire che alla fine del “trattamento” rimane solo il 10% del rifiuto secco raccolto. Un po’ poco per giustificare il revamping di un forno e l’investimento economico necessario (che poi si pagherà con la TARSI, TARI o come si chiamerà in futuro la tassa sui rifiuti).

Tanto più che in quel 10% ci saranno per lo più materiali non bruciabili, come ceramiche e sassi.

I comuni soci di ACCAM hanno voluto che si facesse un tavolo tecnico per approfondire le alternative. La Regione ha coinvolto il Politecnico, che però è esperto soprattutto in incenerimento e che quindi porta probabilmente una competenza parziale. Altre amministrazioni hanno invece arricchito la composizione del tavolo con persone competenti nelle alternative.

Ma è evidente che non potrà essere solo una questione lasciata ai tecnici. Loro ci diranno come è possibile realizzare alternative capaci di riciclare i rifiuti, anziché incenerirli. Ma saranno poi i Comuni soci di ACCAM a decidere la via. E il coraggio che le amministrazioni avranno nel scegliere la strada innovativa della Fabbrica dei materiali (nata a Reggio Emilia e ormai diffusasi in altri comuni) anziché quella obsoleta dell’incenerimento dipenderà anche da quanto i cittadini presteranno attenzione a tutto ciò, da quanto si faranno sentire, da quanto pretenderanno di essere parte della decisione.

Una bella occasione di approfondimento è quella che ci sarà a Cuggiono, venerdì 20 giugno, in Villa Annoni durante la Festa del Soltizio d’estate – info qui: http://www.ecoistitutoticino.org/

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  1. Cinzia Colombo

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