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Gestione verde pubblico: cosa prevede con (quasi) precisione il nuovo appalto

9 settembre 2014

Alcuni cittadini sui social mi hanno chiesto di chiarire cosa prevede l’appalto del verde. Lo scrivo qui, per provare a dare un po’ più di info di quelli ammissibili su twitter o FB.

Intanto gli appalti sono 2.

Uno è dato a un’ATI, un’associazione temporanea di imprese di cooperative sociali a cui dei lavori sono stati affidati sulla base di una convenzione che prevede che persone svantaggiate segnalate dagli uffici dei servizi sociali vengano occupate. La legge prevede un limite massimo per affidamenti di questo tipo, che costano un po’ di più ma hanno spesso una maggiore qualità e soprattutto permettono di creare lavoro sul territorio. Le cooperative gestiscono il verde del Parco Bassetti, del parco Marinai d’Italia e quello di via Milano. In più si occupano del verde vicino al cimitero centrale e alla Mornera, aprono e chiudono i cancelli dei parchi e ne svuotano i cestini. Tolto un paio di problemi sullo svuotamento dei cestini di viale Milano, non abbiamo segnalazioni di disservizi. Qualcuno ci ha invece segnalato che la pulizia è migliorata grazie all’opera dei dipendenti delle cooperative che, svuotando i cestini, raccolgono sommariamente un po’ di rifiuti abbandonati.

Un secondo appalto, quello decisamente più oneroso, è invece passato da un bando pubblico. L’affidamento dei lavori ha fatto “perdere” diversi mesi per 2 motivi: il primo è stato la significativa differenza nelle offerte economiche che sono state approfondite con richieste di documenti, il secondo è invece legato all’affitto del ramo d’azienda della ditta vincitrice dell’appalto (cosa permessa dalla normativa, che però richiede l’invio di documentazione aggiuntiva). A seguito di ciò i lavori sono stati affidati “in via d’urgenza”, quindi solo per i lavori più urgenti, non in base a quanto è previsto nella descrizione del servizio.

Il nuovo appalto, a differenza del precedente, prevede diverse modalità di gestione a seconda dell’area.

Per giardini e parchi si chiede una pulizia preliminare e conclusiva da oggetti estranei, rami e quanto di pericoloso e indecoroso; il taglio ogni qualvolta l’altezza media del tappeto erboso raggiunge i 10 centimetri, il divieto di lasciare a fine giornata il materiale sfalciato. Ci sono poi altre indicazioni sull’uso del decespugliatore, sul controllo degli irrigatori e altro. Qui come nelle altre aree indicate non viene più specificato il numero di tagli da farsi ma si indica il risultato da garantire. Devo ammettere che questa novità ha svantaggiato, particolarmente quest’estate, la ditta, visto il susseguirsi di lunghe piogge e mezze giornate di sole che ha fatto crescere l’erba più del solito. Peraltro per tagliare è necessario attendere che l’erba sia almeno un po’ asciutta.

Segnalo che alcuni giardini sono “in convenzione” e quindi spetta ai condomini costruiti la manutenzione ordinaria, taglio compreso. E’ il caso per esempio di via Monte San Martino o di via Marche. Anche alcune aree verdi sono “in convenzione”, come alcune in via Monte San Martino. E molte sono di proprietà privata, benché non recintate o ad uso pubblico (come alcune ampie aiuole in via Aleardi, nelle aree a fianco alla scalinata di Crenna, alcune lungo il Sempione, in via per Besnate, ecc.). Altre poi sono delle ferrovie.

La descrizione del servizio indica poi la gestione di aiuole, spartitraffico, rotatorie, spazi verdi annessi alle percorrenze dove è prevista la pulizia preliminare e conclusiva, il taglio all’altezza di 12-20 centimetri, il divieto di rilascio del materiale sfalciato a fine giornata e altri prescrizioni più tecniche. Tra queste, corso Da Vinci, via Fogazzaro, largo Boito, viale Lombardia e Vespucci, viale Milano, via XXIV Maggio e XII Marzo, via Torino, via Pietro da Gallarate, via Aleardi, via Checchi, via Curtatone, via Carlo Noè. Sono in totale 128 punti. Non sto ad elencarli tutti.

La gestione delle scuole e degli edifici comunali prevede sempre la pulizia, il taglio a 12-15 cm., il divieto di rilascio del materiale sfalciato e altre prescrizioni.

La gestione della vegetazione estensiva prevede invece la pulizia preliminare/conclusiva e il taglio a 30-40 cm. In questi casi è permesso il rilascio a terra del materiale tagliato o triturato. E’ il caso del boschetto in viale Lombardia, intorno al cimitero e alle vasche autostradali di via XXIV Maggio, via Lazzaretto, l’incolto in via Liberazione e via Covetta, bordo strada di via Campo dei Fiori, bordi strada dell’area PIP, viale Milano dopo largo De Gasperi, via Vigorelli, parcheggio Malpensa Uno, via Sottocorno, via Sorgiorile, sottoponte Mornera, via Rovereto, via Canziani, via Pradisera accanto al torrente, via Boschina, via Pier Capponi, bordi strada via Bachelet e via Pio la Torre, via per Besnate, via del Lavoro, via Marco Polo, via Marche, area mercato via Gramsci…

Infine l’appalto comprende la gestione di siepi (3 interventi annui) e arbusti (2 potature annue), la pulitura di canalette e tombini (che prima l’appalto non prevedeva), eliminazione delle buche o degli avvallamenti nelle percorrenze dei giardini o scuole (su rendicontazione), fioriture a terra per 700 mq di aiuole (2-3 piantumazioni annuali), spollonature arboree nelle aree di competenza, controllo infestanti con diserbo, spalcatura arborea e taglio vegetazione sporgente sulle strade (di competenza comunale, non dei privati). Con lavorazione straordinaria a misura, l’azienda deve garantire: interventi fitoiatrici, potatura e abbattimento alberi.

Questo quello che l’azienda dovrebbe fare. Come si vede le novità più significative introdotte sono da una parte l’indicazione dell’altezza media massima (anziché del numero dei tagli) differenziata per zona e utilizzo, l’introduzione della pulizia dello spazio da rami e oggetti pericolosi, indecorosi o estranei, il prevedere per gli spazi verdi annessi alla percorrenza stradale la raccolta dell’erba tagliata. Non ovunque, perché in alcune aree è permesso il rilascio a terra (cosa che crea molti meno problemi quando il taglio viene fatto ai 30-40 cm. indicati), per bilanciare la volontà di assicurare il decoro e le spese da destinare all’appalto (che va in parte fra i servizi indivisibili della TASI).

Alcuni lavori sono stati fatti regolarmente, come da appalto, altri no (sono stati fatti come funzionava il vecchio appalto). Ne sono esempio il parchetto di via Bachelet, gli spazi giochi di via Canziani o viale Lombardia. Se nei primi mesi c’erano oggettive difficoltà nello svolgere appieno i lavori (l’affidamento in via d’urgenza, la pioggia continua…), ora non ci sono più alibi. Quindi rispetto ai disservizi (alcuni segnalati dai cittadini, altri direttamente dal Comune), che tuttora persistono, a distanza di un lasso di tempo che personalmente giudico ben più che sufficiente per organizzarsi rispetto ad un appalto innovativo e a un tempo meteorologico avverso, la ditta è stata richiamata a quanto prevede la descrizione del servizio, con segnalazioni puntuali e foto. E’ stata anche convocata per un incontro che chiarisca gli obblighi nell’esercizio dei lavori. Già che l’appalto prevede, ovviamente, delle penali.

Un’ultima precisazione: delle volte ricevo segnalazioni che riguardano aree private. Lì tocca al privato intervenire. Se nel verde è presente ambrosia, si fa valere l’ordinanza che obbliga allo sfalcio. Viceversa ci devono essere importanti motivi di decoro e igiene per intervenire al posto del privato, addebitando poi l’intervento allo stesso. Soprattutto nelle aree più periferiche delle volte il privato è un’immobiliare o una società, delle volte in liquidazione. E ciò complica l’ottenimento del risultato. Alcuni privati intervengono subito, altri ci mandano lettere di avvocati. Lo so, con i costi dell’avvocato, sistemavano il verde, ma tant’è.

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