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car sharing a Gallarate

3 novembre 2014

Sono attive, da giovedì 30 ottobre, 3 postazioni di car sharing davanti alla stazione, in piazza Giovanni XXIII. 2 auto sono elettriche (e quindi collegate alla colonnina della ricarica) mentre un’auto è euro 5, quindi a ridotto impatto ambientale. In più c’è un parcheggio aggiuntivo, che potrà essere utilizzato anche da chi raggiunge Gallarate con questa modalità di trasporto, che unisce la caratteristica della condivisione tipica del trasporto pubblico con la possibilità di organizzarne l’uso sulla base delle personali necessità, come per i mezzi provati.

Per potere utilizzare le auto occorre iscriversi sul sito di chi gestisce il servizio, www.e-vai.com, prenotare l’auto con i costi che sono indicati. Con la possibilità, fino al 15 gennaio, di sperimentare il car sharing sfruttando una promozione che offre 3 noleggi gratuiti di 2 ore ciascuno. Poi basta mandare un sms per aprire l’auto ed utilizzarla.

Al fine di promuoverne l’utilizzo, il Comune di Gallarate ha deciso che le auto di car sharing possono attraversare le zone ZTL e parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu. Così come avviene nelle altre città, da Milano a Varese, da Tradate a Saronno.

I vantaggi saranno infatti per chi ne fruirà (per esempio le famiglie potranno risparmiare sulle spese legate alla seconda auto, così come i giovani neo patentati potranno muoversi in autonomia, pur senza dovere acquistare un’auto di proprietà) ma saranno anche per la città. Ci sarà minore inquinamento dell’aria con le auto elettriche -che con le colonnine di ultima generazione si ricaricano in mezz’ora e hanno un’autonomia di circa 120 chilometri- e si promuoverà, sebbene indirettamente, l’utilizzo dell’elettrico, effetto promozione dato dalla sperimentazione del loro utilizzo e dal vederle girare. Ma soprattutto ci sarà progre4ssivamente minore necessità di ingombro delle auto: imparare a condividere l’auto permette di avere meno traffico, meno auto parcheggiate, meno suolo destinato e da destinare alle auto. Con la conseguente possibilità di liberare spazio per la mobilità dolce, spazio di cui c’è tanto bisogno in una città tanto urbanizzata come la nostra, dove le piste e le corsie ciclabili spesso “non ci stanno” e dove necessità di parcheggi e ciclabilità competono fra loro.

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