Skip to content

Succede in Francia. I lavoratori si prendono la fabbrica dell’Unilever e si mettono a produrre buon tè

5 novembre 2014
tags:

“Abbiamo lottato non solo per salvare il nostro posto di lavoro, ma per dimostrare che si può produrre in maniera alternativa”. Una fabbrica del Sud della Francia riapre, gestita da una cooperativa di lavoratori, dopo 3 anni di occupazione. Una bella notizia che ho scoperto in Altreconomia http://www.altreconomia.it, una splendida rivista mensile che racconta i nuovi stili di vita.

Lì prima c’era l’Unilever a produrre il tè. Negli ultimi anni aveva deciso di sostituire le erbe locali con aromi artificiali, decisamente più economici. I bevitori di tè Lipton magari se ne sono anche accorti. Fu il primo passo verso la delocalizzazione in Polonia: perché rimanere in Provenza se le sue erbe non servono più e ci sono altri lavoratori europeo pagabili molto molto meno?

Nella fabbrica però non si sono arresi, i lavoratori hanno occupato lo stabilimento, per impedirne lo smantellamento e hanno cominciato a produrre. Nei 1336 giorni sono arrivati avvocati e amministratori dell’Unilever a offrire buone uscite e promesse. Una notte sono arrivati anche dei contractor privati, impratichiti nelle guerre balcaniche, per sgomberare i lavoratori. Che però hanno trovato più di 300 persone resistenti: gli operai delle fabbriche vicine. E’ arrivata anche tanta solidarietà. E’ persino passato Francois Hollande, prima di diventare presidente della Repubblica Francese, promettendo che avrebbe nazionalizzato la fabbrica, cosa di cui il socialista poi si dimenticò.

Di fronte alla campagna di boicottaggio dei prodotti Unilever che prendeva piede, la multinazionale ha abdicato, lasciando ai lavoratori i terreni, la fabbrica, i macchinari. Tanti consumatori consapevoli e attenti possono fare anche le rivoluzioni.

Oggi la fabbrica produce tè, senza aromi artificiali.

Ai festeggiamenti di riapertura, nel luglio scorso, c’erano anche i lavoratori della Pilpa di Carcassone. Si sono rinominati “Fabrique du sud” e stanno anche loro provando a ripartire: ad aprile hanno impachettato 1.500 vaschette di gelato, nell’estate hanno raddoppiato la produzione e ora sono in cerca di un solido canale distributivo.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: