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Un paio di precisazioni sul nuovo PGT

6 giugno 2015

La consigliera comunale Cattaneo ci ricordava, durante la votazione della variante generale al PGT, che pochi altri comuni hanno una percentuale di superficie del proprio territorio coperta dal cemento come Gallarate (che supera il 70%). Sono alcuni comuni intorno a Napoli, dove per anni non c’è stato alcuno strumento urbanistico a regolare lo “sviluppo”.

E dove, questo lo aggiungo io, la presenza mafiosa è ingombrante e soldi sporchi da ripulire con la speculazione edilizia ce ne sono sempre stati tanti.

Ciononostante c’è chi persevera nel volere fare costruire, senza neppure assumersi la responsabilità di un voto contrario. Perché? Perché le immobiliari presenti nelle aree verdi a nord e sud della SS336 sono lobby potenti e intimidiscono. Perché c’è chi considera saggio avere i poteri forti al proprio fianco.

Anche la Lega che nel 2011 aveva fortemente contrastato quello che era il PGT, con tutto il cemento e i supermercati che prevedeva, si è piegata ai poteri forti. Dietro alla maschera del no ai luoghi di culto, non ha partecipato al voto, preferendo mantenere il PGT che c’era. Insomma “padroni a casa nostra”, ma solo dopo che le speculazioni edilizie hanno fatto i propri comodi.

C’è anche chi ha voluto bollare questa variante dello zero cemento sulle aree verdi come il frutto di un’imposizione ideologica della sinistra, una cambiale pagata a SEL. Di fronte a una cronaca che purtroppo ci ha abituati a politici che si fanno ripagare a suon di tangenti e beni di lusso, non mi infastidisce certo che qualcuno mi dica che il nostro stare in maggioranza è stato ripagato con la salvaguardia del territorio. Ma è onesto riconoscere che seppure SEL ha sempre sostenuto (anche dall’opposizione) l’importanza di finirla col consumo di suolo, si è arrivati a questo risultato condividendolo con il resto della maggioranza (come il voto in consiglio ha ben dimostrato).

E’ bene anche chiarire che nello smettere di prevedere consumo di suolo non c’è nessuna ideologia, semmai c’è del buon senso. L’unica ideologia che nel dibattito in consiglio comunale si è manifestata è quella per cui lo sviluppo può avvenire solo colando cemento sulle aree verdi. Un’ideologia che ha fatto e continua a fare danni gravissimi e irreparabili. E che si accompagna spesso con affari e affarismi della peggiore specie.

 

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