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22 novembre 2015: commemorazione di Luciano Zaro

22 novembre 2015

Commemorare Luciano Zaro oggi non significa e non può significare semplicemente ricordare ciò che è stato.

La commemorazione non può limitarsi a ricordare il partigiano Luciano Zaro, il suo assassinio, quel che furono e fecero i fascisti e i nazisti, come i partigiani e le partigiane con la Lotta di Liberazione li vinsero, i valori della Resistenza –la pace, la libertà, la giustizia, la democrazia- a cui la nostra Costituzione si ispira, nonostante i rimaneggiamenti che si sono fatti e che si vogliono fare e che l’ANPI fortemente critica.

La commemorazione di Luciano Zaro non può essere solo questo.

Soprattutto oggi, dopo i morti di Parigi, del Mali, del Kenya, del Libano, della Russia.

Soprattutto oggi, quando le primavere arabe che hanno visto diventare protagonisti i giovani e le donne nel chiedere e nel pretendere libertà, democrazia e diritti, sono divenute autunni di guerra senza confine e senza che si veda ancora purtroppo una fine.

Soprattutto oggi, di fronte a chi con la violenza cieca e barbara uccide persone, per uccidere la democrazia, la laicità, la convivenza.

Soprattutto oggi, di fronte a chi a quella violenza risponde con bombardamenti che uccidono altre persone inermi e incolpevoli.

Ricordare Luciano Zaro non può essere allora solo un esercizio di memoria.

La memoria è importante. Se così non fosse, non ci spiegheremmo i continui tentativi di riscrivere, revisionare, falsificare quel che accadde in Italia col fascismo e quel che fu la Lotta di Liberazione e la Resistenza.

E’ importante dunque avere memoria, mantenere viva la memoria, insegnare alle nuove generazioni ad avere memoria.

Ma la memoria non basta.

Se bastasse la memoria, non dovremmo più assistere a guerre, stermini, oppressioni, razzismo.

Se bastasse la memoria non avrebbero spazio né consenso coloro che istigano all’odio, alla costruzione di muri –fisici e mentali-, coloro che vedono il sangue versato e pensano alle proprie carriere politiche.

Se bastasse la memoria, non avremmo le manifestazioni di chiaro stampo nazifascista, così frequenti nella nostra provincia, con il beneplacito talvolta delle istituzioni locali.

Non basta quindi avere solo memoria.

Avere memoria serve solo se spinge a guardare avanti, se è strumento per costruire il futuro.

La memoria serve quando è accompagnata da un pensiero e da un’azione quotidiana che ridanno vita, qui e oggi, domani e altrove, agli ideali di pace, di democrazia, di giustizia, di libertà, di convivenza tra i popoli per cui Luciano Zaro e tanti altri giovani uomini e tante altre giovani donne ci hanno donato la vita.

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