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bilancio consuntivo 2015 in pillole

22 marzo 2016

E’ stato approvato nel consiglio comunale del 22 marzo il bilancio consuntivo 2015.

Nelle foto sotto è possibile vedere il quadro riassuntivo di riscossioni e pagamenti e successivamente dei dati più dettagliati che evidenziano gli investimenti attivati nell’anno 2015, l’andamento delle entrate da oneri di urbanizzazione (che dal 2011 decrescono sia per la crisi che colpisce anche il mercato edilizio sia perché questa amministrazione ha scelto di non scambiare risorse in entrata con cementificazione del territorio), la situazione dell’indebitamento del comune e i mutui ancora attivi al 1 gennaio 2016.

L’amministrazione comunale è intervenuta nel chiudere alcuni mutui per opere non realizzate che non si sarebbero potute realizzare anche a causa delle normative sul patto di stabilità. Ciò ha permesso di ridurre l’incidenza degli interessi passivi, che si continuavano ovviamente a pagare. Restano comunque attivi diversi mutui, contratti nei decenni scorsi, come quello legato alla costruzione della nuova sede dell’istituto Falcone oppure l’opera di “riqualificazione” di piazza Risorgimento tanto contestata, che ancora pesa ogni anno per quasi 89mila euro e che continuerà a pesare fino al 2044.

Le foto indicano anche le entrate tributarie comunali, regionali e statali, con un confronto dal 2006 ad oggi. C’è da osservare che le entrate tributarie comunali indicate per anno non indicano le entrate dovute per l’anno in corso, ma quelle effettivamente incassate (quindi con sommato quanto incassato nell’anno ma di competenza negli anni precedenti). La pressione tributaria individuale fa invece riferimento alla pressione fiscale dell’anno in corso, cioè quanto pagato in tributi nell’anno di riferimento (tenendo conto che una parte dell’aumento è legata anche all’incremento della popolazione cittadina): si vede qui chiaramente la progressiva diminuzione della pressione, via via che la situazione economica dell’ente è stata sistemata. Mentre si osserva chiaramente il progressivo diminuire dei trasferimenti sia dalla Regione sia in misura ancora più sostanziale dallo Stato.

L’ultima foto indica anche la progressiva diminuzione del personale e quindi delle spese. Se nel 2011 erano 290 i dipendenti, nel 2015 sono 269: una diminuzione che non ha inciso sui servizi, una diminuzione importante (frutto di pensionamenti che non possono essere sostituiti se non molto parzialmente) di cui si deve ricordare quando ce la si prende, delle volte per pregiudizio, con chi lavora nel pubblico.

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