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Genova 2001. Non dimenticare. Mai

20 luglio 2017

In ospedale manca la carta igienica. Con l’ospedale unico sarà peggio. Ecco perchè

4 luglio 2017

Manca la carta igienica all’ospedale di Gallarate. E manca il personale, infermieristico soprattutto.  Non solo a Gallarate: certo il problema riguarda l’intera ASST Valle Olona e non solo.

E la Regione che fa? Vuole costruire l’ospedale unico.

Peccato che, in assenza di fondi nazionali e regionali oggi non previsti, l’ipotesi più realistica è il ricorso al project financing, cioè al coinvolgimento di partner privati che metteranno le risorse necessarie alla costruzione in cambio di canoni per l’utilizzo della struttura.

E poiché si tratta di spesa corrente, per tutti gli anni necessari a restituire, con gli interessi, ai privati quanto hanno anticipato, le possibilità di spesa delle ASST saranno ancora minori. Quindi se già oggi non hanno i soldi per le spese necessarie, come faranno in futuro?

Il project financing è una pratica usata dalla Regione ormai da alcuni anni e quindi si possono già trarre degli insegnamenti. L’ospedale Niguarda per esempio è stato costruito con il contributo dei privati (140 milioni su una spesa complessiva di circa 260 milioni).  Oggi l’ASST del Niguarda paga al privato che ha finanziato la costruzione il “canone di disponibilità” (per potere usare la struttura ospedaliera) pari a 10 milioni all’anno. E continuerà a pagarlo per 27 anni. In più, sempre per 27 anni, paga al privato che ne ha la gestione per avere partecipato al project financing, i servizi non sanitari (ma di cui l’ospedale non potrebbe fare a meno come mensa e lavanderia) per 30 milioni l’anno (erano 20 milioni, ma sono già saliti a 30). Con appalti pubblici e trasparenti la cifra sarebbe certamente inferiore.

Ora queste spese correnti verso il partner privato sono obbligatorie, frutto del project financing. L’ASST dovrà allora risparmiare su quelle per il personale, per le siringhe, per la carta igienica.

Proprio un bell’affare l’ospedale unico. Ma un affare per chi?

Il Comitato per il diritto alla salute del Varesotto ha approfondito le conseguenze del project financing con questo video

QUI per firmare on line per mantenere e migliorare gli ospedali esistenti di Gallarate e Busto Arsizio, contro la costruzione di un nuovo ospedale unico.

Caro sindaco, ha avuto coraggio

28 giugno 2017

Caro sindaco, ha avuto coraggio, devo ammetterlo.

Quel coraggio che le manca nel nominare un nuovo assessore all’urbanistica, dopo che la precedente si è dimessa per essere coinvolta in un’indagine di corruzione, con il suo compagno e suo collega sindaco, oggi in carcere.

Ha avuto coraggio nel manifestare così apertamente la propria ignoranza sia rispetto alla comunità mussulmana gallaratese sia rispetto ai femminismi.

Se avesse avuto la volontà di incontrare la comunità mussulmana gallaratese, avrebbe scoperto che i suoi rappresentanti salutano uomini e donne. E non per omologazione alla cultura occidentale, ma per semplice buona educazione.

Certo la religione mussulmana contiene elementi di discriminazione verso le donne. Come la religione ebraica e la religione cristiana/cattolica. Come in generale le religioni monoteiste, che riducono ad uno (come i femminismi insegnano).  Che a rilevarlo sia un sindaco celodurista, che difende la famiglia tradizionale degli anni ‘50 dove la moglie stava rigorosamente a casa a curare i figli e a stirare le camicie del marito, mi conforta. Magari questa giusta campagna in favore dei diritti delle donne la porterà anche all’interno del suo partito, fedele al dio Po.

Certo, se l’attenzione alle pari opportunità non è una meschina modalità per dare un volto benpensante a comportamenti razzisti, dovrebbe spiegare, caro sindaco, perché ha eliminato la consulta degli stranieri che aveva al suo interno una perfetta rappresentanza di genere (unico spazio istituzionale peraltro ad averla). Donne straniere di diversa origine, che agivano la cittadinanza attiva, prendendo parola, facendo proposte, organizzando eventi non erano un bell’esempio per tutti e tutte di affermazione delle pari opportunità e della necessità di riconoscere le competenze del mondo femminile?

Come deve spiegare perché ha eliminato la consulta per la parità e le pari opportunità. Vista la sua nuova sensibilità verso i diritti delle donne, posso auspicare un ripensamento?

Visto che ne parla, dovrebbe poi conoscere anche i femminismi. No, caro sindaco, “conoscere” non è una parolaccia, non è nemmeno una cosa da comunisti, femministe e lesbiche. E’ un’attività tipica del genere umano, celoduristi esclusi. No, nemmeno umano è una parolaccia.

Se conoscesse le lotte delle donne, saprebbe che i diritti sono sempre stati conquistati quando le stesse donne hanno lottato per averli. Dal diritto di voto all’autodeterminazione, diritto che proprio la Lega in Lombardia cerca di cancellare. E che dunque per aumentare i diritti delle donne è necessario aumentare la partecipazione delle donne.

Se davvero ci tiene ai diritti e alle condizioni di vita delle donne, dovrebbe dunque costruire momenti di integrazione, dove anche le donne possano essere protagoniste del vivere sociale. E dovrebbe incrementare le possibilità di studio, anziché chiudere le scuole per adulti.

Nota a margine, vista l’attenzione alle donne: dato che l’assessore dimesso era un’assessora, cioè era di genere femminile e visto che nel presentare la sua giunta si faceva giustamente vanto della “trazione femminile”, sarà almeno capace di chiedere che Forza Italia indichi una donna?

28 giugno: perché 2 ospedali pubblici sono meglio di 1 ospedale unico con partener privati

26 giugno 2017

Il Comitato per il diritto alla salute del Varesotto organizza un incontro MERCOLEDI 28 GIUGNO, alle ore 21.00, presso la  CUAC (Cooperativa Unione Arnatese di Consumo) di via Torino 64 a Gallarate, in difesa del diritto alla salute e alla cura, per il diritto dei cittadini e delle cittadine a essere informati e coinvolti in decisioni così importanti. Con LUCA MARTINELLI (giornalista), ANGELO BARBATO e ALDO GAZZETTI (Forum per il diritto alla salute), affronteremo il tema dell’ospedale unico, le conseguenze della chiusura dei presidi ospedalieri esistenti, perché è importante che la sanità resti pubblica e cosa può comportare l’intervento del privato col project financing, cosa prevedono le nuove delibere di giunta regionali in materia di cronicità.

Mentre il rapporto CENSIS dice che 12 milioni di persone  in Italia rinunciano a curarsi perché non possono pagare le spese sanitarie e che le liste di attesa sono sempre più lunghe, Maroni vuole chiudere gli ospedali di Gallarate e Busto Arsizio, per costruirne uno nuovo, unico, con l’intervento del privato (attraverso il project financing). Proseguendo il percorso di privatizzazione della sanità.

E’ stato il Procuratore regionale della Corte dei conti del Veneto, nella relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario, ad affermare che lo strumento del project financing non è generalmente adatto per le opere cosiddette “fredde” come gli ospedali, perché è una operazione a “debito” il cui importo va a incrementare il debito pubblico e che l’opera finisce per costare molto più del previsto aggravando il debito dell’ente pubblico.

Come conseguenza della chiusura dei due ospedali esistenti diminuiranno i posti letto, le liste di attesa saranno più lunghe, il pronto soccorso, divenuto unico, sarà ancora più intasato e meno capace di rispondere ai bisogni delle persone.

La nuova costruzione farà sparire una delle ultime aree verdi ai confini di Gallarate e Busto Arsizio, quando invece, a tutela della salute, le aree boschive andrebbero aumentate per migliorare la qualità dell’aria.

Sono un altro tassello a favore della privatizzazione della sanità, del ridimensionamento e chiusura degli ospedali pubblici, a scapito del diritto alla salute, le nuove delibere regionali  che introducono la figura del “Gestore” per le patologie croniche con protocolli standard che avranno come obiettivo primario la riduzione dei costi delle cure sui quali il gestore guadagnerà.

COMITATO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE DEL VARESOTTO

Contatti pagina FB e comitatosalutevaresotto@gmail.com

 

Un weekend per la salute

8 giugno 2017

Continua la campagna informativa del Comitato per il diritto alla salute del Varesotto sul progetto di costruire l’ospedale unico, con chiusura dei due presidi esistenti a Gallarate e Busto Arsizio nei comuni dell’ASST Valle Olona.

Il comitato raccoglierà le firme sabato 10/06 dalle 9,30 alle 12 a Olgiate Olona in via Mazzini. Domenica 11/06 sarà presente dalle 9,30 alle 12 ancora ad Olgiate Olona in piazza Volontari della libertà e a Samarate in piazza Italia.

Rispetto a un progetto che ancora non sa spiegare il motivo dell’unificazione dei due ospedali, perché le eccellenze non possono essere fatte negli ospedali esistenti, quale sarà il riordino dei servizi di cura e riabilitazione, quali saranno i costi, come e da chi verranno sostenuti (con l’unica certezza più volte ribadita all’ingresso di partner privati col project financing), come mai non si hanno già a disposizione dati epidemiologici indispensabili per ogni decisione sulla sanità, quali conseguenze vi saranno sui servizi territoriali (gli accorpamenti in un solo ospedale dei reparti di urologia, otorino e neurologia stanno dimostrando quel che accadrà: meno posti letto, meno operazioni, aumento dei tempi di attesa), il Comitato per la salute del Varesotto, chiede di usare i soldi per migliorare i due ospedali.

Perché sono più vicini ai cittadini e più facilmente raggiungibili anche dai paesi limitrofi, da chi è anziano o da mamme e papà con bambini piccoli.

Perché dispongono di un numero maggiore di posti letto rispetto all’ospedale unico anche prendendo per buone le previsione più ottimistiche già anticipate.

Perché sono stati oggetto di importanti ristrutturazioni (il padiglione polichirurgico a Busto, il padiglione Trotti Majno e la traumatologia a Gallarate).

Al fine di facilitare la raccolta di informazioni e segnalazioni, che sempre più vengono portate dai cittadini al comitato, è stata creata un apposito indirizzo mail: comitatosalutevaresotto@gmail.com

Ciascuno potrà quindi rivolgersi al comitato per raccontare le proprie esperienze nell’usufruire delle cure ed eventualmente i disagi incontrati. Potrà anche contattarci per contribuire a raccogliere le firme e a fare informazione. O semplicemente per dirci come la pensa.

2 giugno in piazza per chiederci “Quale Repubblica?”

31 maggio 2017

Sinistra Italiana di Gallarate sarà in piazza Libertà venerdì 2 giugno (nel pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30) con un proprio gazebo.

Ci sarà per festeggiare la Repubblica nata il 2 giugno 1946 e anche per domandarsi quale Repubblica oggi viviamo, a partire dai fatti accaduti a Lonate Pozzolo (con l’arresto del sindaco) e a Gallarate (con l’assessora, ora dimessa, compagna del sindaco arrestato, indagata). Fatti che sono uno schiaffo a chi per la Repubblica ha lottato e a chi onestamente ha contribuito a rafforzarla.

Finita la Seconda guerra mondiale e caduto il regime fascista, quando il popolo italiano venne chiamato a scegliere quale assetto dare al paese, andò in massa a votare, per la prima volta con suffragio universale. Loro che erano stati privati del diritto al voto, capirono l’importanza di partecipare e scegliere.

Oggi che il diritto di voto è garantito, si è persa la voglia di votare e partecipare. La politica viene vista (spesso a ragione) come un comitato d’affari.

Di fronte a chi vive la politica perseguendo i propri interessi, non possiamo rispondere con l’abbandono della partecipazione attiva, con l’idea populista che sono tutti uguali, rinunciando a individuare le responsabilità individuali, facendoci abbindolare dalla  propaganda che non c’è alternativa, che può solo andare così.  Perché ciò giova proprio a chi non vuole cambiamenti, a chi si sta arricchendo con questo sistema ingiusto, a chi vuole continuare indisturbato a saccheggiare i beni comuni, a chi ci preferirebbe sudditi anziché cittadini.

Il sindaco di Gallarate ha oggi la possibilità di dimostrare che non vuole trasformare la politica in affari. Ha l’occasione per dimostrare di non essere suddito di Forza Italia e Agorà Liberi e forti, scegliendo un nuovo assessore estraneo a quel gruppo, che faccia dell’urbanistica non lo spazio dell’ennesima colata di cemento in città, ma il luogo dove perseguire il bene comune, la tutela ambientale e della salute dei gallaratesi.

17 giugno al Varese Pride

27 maggio 2017

Una democrazia che non riconosce diritti ad alcune persone, non è una democrazia imperfetta.
Una democrazia che non riconosce diritti ad alcune persone, semplicemente non è una democrazia.

La nostra adesione al Varese Pride nasce da questa convinzione e dalla volontà di vivere in un Paese davvero democratico, che voglia e sappia garantire parità di diritti a prescindere dal colore della pelle, dall’orientamento sessuale, dalla religione professata o non professata.
Ampliare i diritti di alcuni non significa e mai ha significato ridurre i diritti di altri. Semmai il contrario: è l’assenza di diritti per alcune persone a renderci tutti più poveri.

La nostra adesione e la nostra partecipazione non vogliono essere un semplice atto di solidarietà. Sappiamo bene che i diritti si alimentano fra loro: i diritti civili moltiplicano i diritti sociali e viceversa.

Ci saremo dunque, eterosessuali e omosessuali, perché è una lotta che ci riguarda, tutti e tutte. Una lotta per la civiltà, una lotta per la democrazia.

Sinistra italiana Provincia di Varese