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Torna la festa di ANPI

29 agosto 2018

Torna anche quest’anno la festa provinciale di ANPI (qui l’evento FB): 3 giorni di incontri, musica e antifascismo.

Che nessuno dica che è roba vecchia: mai come quest’anno l’antifascismo, l’antirazzismo, il tema dei diritti che possediamo in quanto essere umani (diritti che la nostra Costituzione dovrebbe garantire) sono di attualità.

La festa si terrà venerdì 31 agosto, sabato 1 settembre e domenica 2 settembre presso l’area feste della Schiranna a Varese (via Vigevano 26)

Questo il programma dettagliato:

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Tracciato ferroviario Gallarate Malpensa. Sicuri che non riguarda la nostra città?

27 agosto 2018

Questa l’immagine dei canteri e delle strade che verranno percorse dai camion per trasportare gli oltre 800mila metri cubi di terra che verrà scavata, nei 3 anni di lavori previsti (se i tempi verranno rispettati!). Per chi sostiene che l’opera non riguarda Gallarate. Poi rimarrà la devastazione della brughiera per consentire di raggiungere Malpensa in treno con 3 minuti in meno di quanto occorre oggi.

Nei documenti depositati si legge che si procederà allo scavo di circa 802.998 metri cubi di terreno, di cui 313.734,04 saranno riutilizzati per i rinterri e i ripristini e circa 489.264,63 costituiscono esuberi.

Degli oltre 800mila metri cubi di terra scavata, oltre 619 mila sono di terreni fuori dal sedime aeroportuale.

Dei volumi da riutilizzare per rinterri/ripristini, circa 16.052,79 sono impiegati all’interno sedime aeroportulae, il resto riguardano aree esterne al sedime.

L’area di cantiere posta ai Ronchi è amplia oltre 15mila metri quadrati, l’area all’interno della biforcazione invece 24.500 metri quadrati.

1.035 giorni sono i tempi previsti nel crono programma del progetto per la realizzazione dei lavori.

Collegamento ferroviario Gallarate-T2 Malpensa che non intessa alla nostra amministrazione

25 luglio 2018

Il previsto tracciato ferroviario Gallarate-Malpensa riguarderà anche la nostra città. Fare gli struzzi non salverà i quartieri dei Ronchi e di Moriggia dall’incremento dell’inquinamento dell’aria e dell’inquinamento da rumore (proprio là dove già oggi si soffre per i sorvoli degli aerei).

Rispetto al progetto iniziale, la situazione per Gallarate è certo migliorata. Di fronte ai no dell’amministrazione Guenzani, che incontrò e sostenne il comitato nato a Moriggia, la Regione disse che non c’era alternativa, che quello era l’unico tracciato possibile. Invece il progetto cambiò, prevedendo un minore impatto. Ne dovrebbe prendere atto l’amministrazione di Casorate Sempione, che invece, lo ha ripetuto il sindaco anche al consiglio comunale aperto, non vuole dire di no, pur non condividendo almeno a parole l’opera, perché altrimenti non avrebbe possibilità di intervenire in Regione.

Ma nonostante i miglioramenti nel tracciato, Gallarate continua ad esserne coinvolta in modo significativo, a partire dagli anni di cantiere che renderanno invivibili i quartieri dei Ronchi e Moriggia. Le conseguenze resteranno anche a opera terminata, resteranno per Gallarate e per la brughiera intorno, che pulisce l’aria anche per noi, anche se è di qualche centinaio di metri oltre il confine cittadino.

Per decidere se fare un’opera di tale impatto ambientale, servirebbe almeno essere certi che serva. Gli studi della stessa SEA (gruppo CLAS) ammettono che la quantità di passeggeri provenienti dalla Svizzera continuerà a essere minimale. E’ utile allora spendere fra 190 e 220 milioni di euro per trasportare 500 passeggeri al giorno (prendendo per buone le ottimistiche previsioni di SEA)?

Anche gli studi del Politecnico evidenziano le criticità dell’opera e della sua sostenibilità economica. Già oggi d’altra parte la linea Rho-Gallarate ha un livello di saturazione dello 0,95 con oltre 200 treni al giorno. Aggiungendo i treni merci che arriveranno con la costruzione dell’Alptransit (fino a 90 treni al giorno), la saturazione della linea sarà superiore a 1, cioè la linea sarà insufficiente per il passaggio dei treni previsti. E quelli dalla Svizzera, per cui si distrugge la brughiera, da dove passeranno?

Il rischio vero è che per disattenzione o per evitare di scontrarsi con i vertici lombardi di Lega e Forza Italia, la maggioranza nostrana lasci sperperare oltre 200 milioni di euro, lasci distruggere la brughiera, lasci peggiorare le condizioni di vita degli abitanti dei Ronchi e di Moriggia.

Gli interessi politici, di nuovo, la fanno da padrone sugli interessi dei cittadini gallaratesi. Vale per l’ospedale unico, vale per il collegamento ferroviario per Malpensa.

Liberi e Uguali Gallarate

Maglietta rossa

7 luglio 2018

L’appelo di Libera, per restare umani.

Non basta indignarsi, bisogna trasformare l’indignazione in sentimento e il sentimento in impegno e responsabilità. Altrimenti tutto si gioca sul filo incerto delle emozioni. Abbiamo due strade per crescere: le relazioni e la conoscenza. Oggi fermiamoci tutte e tutti e indossiamo una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità.

P.s. la maglietta rossa viene indossata da chi prova a raggiungere una vita migliore attraverso il mare: in caso di naufragio la maglietta rossa permette di essere più visibile in mare

Varese Pride 2018. Orgogliosi si esserci

10 giugno 2018

Ci saremo anche quest’anno al Varese Pride (sabato 16 giugno ore 16:30 concentramento in Via Sacco a Varese, ore 17:30 partenza, ore 19:30 Manifestazione finale in Piazza Monte Grappa).

Verremo da Gallarate, la città dove il sindaco si rifiuta di non celebrare unioni civili, vietandolo anche ai componenti della giunta. Dalla città dove il sindaco si vanta di difendere la famiglia. Famiglie che non sono minacciate da un lavoro instabile e insicuro, dai genitori esodati e dai figli precari, dall’impossibilità di conciliare vita e lavoro, da uno stato sociale sempre più carente che lascia sulle spalle delle donne i lavori di cura, dalla violenza di uomini che credono che mogli e sorelle siano “cosa” di loro proprietà. No, la famiglia sarebbe minacciata da due ragazzi o due ragazze che si amano e vogliono dirlo al mondo.

Ci saremo, perché sappiamo che ampliare i diritti, fa bene a tutti. Che i diritti si alimentano fra loro: i diritti civili moltiplicano i diritti sociali e viceversa.

Ci saremo, sapendo che prima che omo, bi, trans o eteresessuali, prima di essere bianchi, neri, italiani o stranieri, siamo persone, essere umani.

Ci saremo, anche per difendere la democrazia: perché un Paese non è democratico, se alcune persone hanno diritti a metà.

La sinistra per Gallarate

nazisti della porta accanto

7 giugno 2018

«Visto che è il giorno della memoria, ricordate di andare a pijarlo in c…».

Così la sindaca di Gazzada Schianno aveva salutato la giornata della memoria il gennaio scorso.

La società civile, l’Anpi, ArciGay e anche i docenti della scuola del paese avevano condannato la frase. A una follata assemblea avevano preso parola diversi cittadini di Gazzada, persino dei consiglieri comunali di maggioranza. Le opposizioni avevano presentato una mozione di sfiducia, che però non passò. Liberi e Uguali aveva chiesto al prefetto che intervenisse per dimetterla.

Ma le istituzioni hanno lasciato correre, ancora.

A pochi mesi di distanza, la sindaca concede la sala consiliare ai Do.Ra, comunità neonazista presente da 5 anni in provincia, con base a Caidate. Quelli che ogni anno festeggiano la nascita di Hitler. Quelli che se la prendono con i giornalisti che parlano di loro. Quelli che in sede tengono a fianco alla svastica armi di vario genere.

Ora anche il neodeputato della Lega Matteo Bianchi prende le distanze considerando la concessione della sala “inopportuna”. Ma si ferma qui.

E’ questo che succede a lasciar correre. Così successe anche nella Germania nazista, si lasciò correre.

A breve dovremo aspettarci classi differenziate per gli ebrei di Gazzada?

Buona giornata contro l’omobitransfobia

17 maggio 2018

Solo tu, uomo bianco eterosessuale, puoi considerare i diritti civili un orpello ai più importanti diritti del lavoro.
Forse anche tu, donna bianca eterosessuale e ricca potresti pensarla così. Nel caso volessi abortire potresti sempre andare in una eccellente clinica all’estero e non farlo come noi altre in uno scantinato sporco. E magari morirci in quello scantinato.
Se fossi un uomo bianco omosessuale, sapresti cosa vuol dire rischiare un pugno solo perché baci chi ami.
Se fossi un uomo nero sapresti nella carne cosa è il razzismo.
Se poi fossi una donna nera e lesbica oppure una donna rom e lesbica , vivresti cosa significa essere l’ultima fra gli ultimi. Essere innominabile e innominata
Buon 17 maggio, giornata contro l’omobitransfobia