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Gallarate senza chiarezza

12 luglio 2019

summerC’è un intreccio particolare fra la nostra città e le indagini in corso (le diverse indagini in corso) sulla ‘ndrangheta. Alcune più dirette, come il caso del PGT cittadino, poi ritirato dal sindaco Cassani, intriso di favori e illegalità (su cui la Procura sta indagando e alcuni imputati stanno patteggiando, ammettendo così i fatti). Altri più indiretti, come per le indagini a Lonate Pozzolo, con l’arresto del consigliere di Fratelli di Italia, che coinvolgono l’istituto Puccini per avere dato un posto alla “famiglia”. Ma anche per la presenza, fra gli arrestati, di quel Giovanni Vicenzino spesso comparso sui quotidiani locali per avere collaborato con Exodus nell’aiutare i diseredati (diverse foto lo ritraggono proprio con don Mazzi). Per poi scoprire che il clan faceva affari anche sulla pelle dei richiedenti asilo (“li sto facendo ammazzare” si sente in una intercettazione – ne parla qui Il Giorno).

Vicenzino è anche il direttore (a leggere una intervista di allora della Prealpina) del Summer festival. Quell’evento che doveva portare gente e soldi a Gallarate e che poi invece si tramutò in un terribile fallimento, che lasciò una discarica a Sciarè, in perdita chi aveva pagato per uno stand, il comune senza la famosa fideiussione bulgara di oltre 100.000 euro che si scoprì essere irrecuperabile. Quell’evento, che fino al giorno prima sembrava non potere partire per alcune autorizzazioni mancanti, ebbe inizio “grazie” all’intervento del sindaco e della giunta (allora con la Liccati come assessora all’urbanistica, compagna dell’ex sindaco Rivolta di Lonate Pozzolo, pure coinvolta nelle indagini lonatesi, tanto che il sindaco dovette sostituirla – con Petrone, giusto per dare un segnale di completa continuità, continuità così completa che anche Petrone è oggi in carcere).

Eppure si fa quasi finta di niente. Escono di scena gli assessori di Forza Italia, si fa l’ennesimo rimpasto, approfittandone per allontanare qualche assessore leghista considerato poco capace, e si va avanti come se niente fosse. Senza indagare sugli atti compiuti, senza fare chiarezza.

Quella chiarezza indispensabile per dare una spallata al malaffare. Una spallata che il sindaco non ha il coraggio di dare. Viene da chiedersi perché.

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Quanto vale la nostra salute per Sea? Poco più di 1 euro.

11 luglio 2019

Quanto vale la nostra salute per Sea? Poco più di 1 euro.

A compensazione dei disagi di Malpensa, ovvero dell’inquinamento acustico e atmosferico, che con l’imminente trasferimento dei voli da Linate aumenteranno considerevolmente, regala ai comuni del CUV 100mila euro. E i sindaci accettano.

Circa 82.000 gli abitanti interessati dal “regalo”. Poco più di un euro a testa per sopportare in silenzio di ammalarsi di rumore e aria inquinata. Mentre la Regione boccia di nuovo la tassa sul rumore, molto più onerosa, che dovrebbe servire a mitigazioni ambientali.

100 mila euro, neppure netti. Perché di norma SEA già destinava 60mila euro a progetti sociali (30mila per l’are Malpensa e 30mila per l’area di Linate), soldi che vengono assorbiti dal compenso ai sindaci.

E a cosa serviranno questi soldi: a promuovere lavoro, ovvero a offrire a chi è rimasto disoccupato o ha perso il lavoro o non riesce a trovarlo, un tirocinio di alcuni mesi a uno stipendio ben inferiore anche al reddito di cittadinanza, in cambio di un’intera giornata lavorativa. E se sarà part time, sarà ancora più miseria. Per poi con ogni probabilità tornare disoccupato. Così la fabbrica della precarietà che è Malpensa, che assume con forme contrattuali le più diverse e le meno remunerative per i lavoratori, che rifiuta un contratto di sedime, che contrasta chi nel sindacato si oppone alla precarizzazione e dequalificazione selvaggia, che assume per qualche mese e poi cambia personale perché così si guadagna di più, che impone turni spezzati che impediscono una vita (3 ore all’alba, 2 nel pomeriggio, 3 di sera), prova a darsi una imbiancatura sociale. Di nuovo proponendoci uno scambio fra diritto al lavoro e diritto alla salute. Due diritti che insieme i sindaci del CUV e del territorio circostante proprio non se la sentono di pretendere congiuntamente.

Sinistra per Gallarate

 

22 giugno GIoca PER LA SALUTE

19 giugno 2019

ocaSabato 22 giugno, dalle ore 16.00, in piazza Libertà a Gallarate, giochiamo.

Per riflettere sulle conseguenze dell’ospedale unico. Conseguenze future e conseguenze che già patiamo con il progressivo smantellamento degli ospedali esistenti di Gallarate e Busto Arsizio.

Un gioco dell’oca per la salute e la sanità pubblica, con caselle che fermano e fanno avanzare, fino alla vittoria, quando il progetto dell’ospedale unico viene abbandonato e si decide finalmente di investire seriamente sugli ospedali esistenti, sulla struttura, ma anche sul personale.

Così le liste di attesa che si allungano con i 150 posti letto in meno dell’ospedale unico, le attese al pronto soccorso fanno fermare per un turno, le indagini della Procura fanno finire in prigione, il bisogno della pediatra fanno tornare alla partenza alla ricerca di un altro ospedale visto che a Gallarate si vorrebbe chiudere il reparto. Una firma a sostegno degli ospedali esistenti oppure il risparmio del verde di Beata Giuliana fanno invece avanzare nelle caselle.

Il Comitato per il diritto alla salute del Varesotto prova a informare e coinvolgere i cittadini in un modo un po’ diverso. Benché cresca di giorno in giorno l’opposizione all’ospedale unico, cominciando a toccare con mano cosa significa, benché le indagini in corso stiano mettendo in evidenza gli affari che nulla centrano con il diritto alla salute e ad essere curati, Regione Lombardia e i sindaci di Gallarate e Busto Arsizio vogliono proseguire nel progetto. Rimanendo in silenzio anche di fronte alla possibilità della chiusura o quantomeno del ridimensionamento dei reparti di pediatria a Gallarate e di oncologia a Busto Arsizio. Chiusure per ora evitate grazie alla mobilitazione attivata dal comitato, ma anche dai pediatri di base e dalle associazioni. Perché se non si rimane in silenzio, i risultati si possono ottenere.

Ci vediamo sabato al Pride. Perché di innaturale c’è solo l’omofobia.

13 giugno 2019

VPNon può essere innaturale l’amore che si prova verso una persona.

Innaturali sono le discriminazioni subite da chi ama una persona del proprio stesso sesso. Discriminazioni frutto di leggi ingiuste che negano diritti o riconoscono i diritti solo a metà.

Innaturale è l’omofobia, che non esiste infatti in natura e che è frutto della paura che il diverso possa mettere in crisi la propria debole identità.

Sinistra per Gallarate sarà anche quest’anno al Varese Pride. Orgogliosi di stare dalla parte dell’amore e dei diritti. Per tutti e per tutte.

Sabato 15 giugno a Varese ore 16.30 via Sacco (di fronte al Comune) Tutte le info qui

OSPEDALE UNICO: NON DICONO QUALI REPARTI CI SARANNO E QUALI CHIUDERANNO O VERRANNO DEPOTENZIATI. PERO’ HANNO GIA’ DECISO CHI GESTIRA’ I SOLDI DEL BAR

11 giugno 2019

OCA 2Continua il progressivo depotenziamento degli ospedali di Gallarate e Busto Arsizio, con la prevista chiusura della pediatria a Gallarate. Chiusura estiva, senza certezza della sua riapertura a settembre, che sta provocando diverse contrarietà anche fra i lavoratori dell’ospedale, i pediatri di base, le associazioni di volontariato.

Resta invece in silenzio l’amministrazione di Gallarate e il sindaco, che certo ha in questi giorni preoccupazioni importanti e che però resta responsabile della salute dei cittadini.

Mentre sul versante dell’ospedale unico, si continua a ignorare quali reparti avrà e quali invece scompariranno o verranno ridimensionati, visto la prevista riduzione di almeno 150 posti letto.

In compenso si è già proceduto ad affidare la gestione del bar alla Cooperativa presidiata da Giuseppe Filoni, uomo di Caianiello indagato nell’indagine “Mensa dei poveri” che ha portato in carcere come misura cautelare diversi esponenti politici del varesotto.

Nonostante lo spazio fosse ben gestito da decenni dal CRAL dei dipendenti dell’ospedale, a cui va la nostra solidarietà e il nostro appoggio nella richiesta di trasparenza e correttezza delle procedure pubbliche.

L’indagine in corso ha evidenziato anche possibili affari sull’ospedale unico e sulle aree verdi della SS336, come emerge dal verbale dell’interrogatorio dell’ex sindaco di Lonate Pozzolo e dalle dichiarazioni del sindaco Cassani ai PM riportate dalla stampa.

C’è una strategia: per obbligarci all’ospedale unico, chiudono un pezzettino alla volta gli ospedali esistenti, rendendoli volutamente inefficienti.

Nel contempo si lavora sugli interessi che circondano l’ospedale unico.

A spese della nostra salute e della professionalità degli operatori sanitari, che infatti scappano o non partecipano ai concorsi indetti.

E il tutto viene deciso nelle segrete stanze, che i sindaci di Gallarate e Busto Arsizio hanno lasciato irresponsabilmente chiuse. Ad aprirle un po’, non ci hanno purtroppo pensato i sindaci delle nostre città, ma le indagini in corso.

Comitato per il diritto alla salute del varesotto

E’ evidente l’utilità dell’ospedale unico

4 giugno 2019

Ogni giorno aumenta il lavoro della Procura, dopo le indagini e gli arresti del feudo del mullah Nino Caianiello.

L’ultima notizia, con esposto in Procura, è l’affidamento del bar dell’ospedale di Busto Arsizio alla cooperativa di uno degli uomini di Cainaiello, Giuseppe Filoni, ex consigliere del comune di Gallarate, che, a leggere la stampa, sembra confermare ai PM l’intreccio fra cariche e soldi da versare a chi quelle cariche le faceva nominare.

Con la clausola che l’affidamento del bar sarebbe valso anche per l’ipotizzato ospedale unico.

E siccome delle volte il caso è bizzarro, la Cooperativa  a cui viene affidato il bar dell’ospedale di Busto, è la stessa che gestisce anche il bar dell’ospedale di Gallarate. E che era morosa e che solo in questi giorni ha saldato il dovuto (di nuovo il caso, eh!).

Quando i sostenitori del progetto hanno detto che è evidente a cosa serve l’ospedale unico, senza specificare in cosa si concretizza questa utilità, il Comitato per il diritto alla salute del Varesotto si è intestardito a cercare l’utilità per la salute dei cittadini, senza trovare la risposte.

Ecco. Forse oggi

  • dopo le dichiarazioni di Rivolta, l’ex sindaco di Lonate arrestato, che ha patteggiato e quindi riconosciuto le proprie colpe, che tira in ballo Caianiello e l’assessore regionale Gallera nel progetto di ospedale unico,
  • dopo le dichiarazioni del sindaco di Gallarate Cassani ai PM (da quanto riportato dalla stampa) che parla di una riunione alla presenza del presidente della Regione Fontana e Gallera dove Petrone (ex assessore all’urbanistica della giunta Cassani, oggi ancora in carcere) pretendeva che le aree verdi della SS336 fossero inserite nell’accordo di programma,
  • dopo la notizia di questo casuale affidamento della gestione del bar a chi è indagato,

beh forse davvero diventa evidente a cosa serve l’ospedale unico.

A tante cose. Non a migliorare le cure e la salute dei cittadini.

 

 

Comandava Cassani

25 maggio 2019

61102271_2222828647833361_1887411055966027776_nComandava Cassani. Lo dice la Lega di Gallarate.

Ma se comandava Cassani, come ha potuto non accorgersi? Come ha potuto allora approvare un PGT deciso da Caianiello al bar con gli affaristi del cemento, in cambio di tangenti a leggere le intercettazioni dell’ordinanza della Procura?

A fine febbraio il presidente leghista della commissione territorio elogiava il PGT, frutto (diceva) dell’accordo elettorale. E rivendicava, per conto della lega gallaratese, la completa sintonia con l’ex assessore Petrone, quello che pare persino minacciasse chi voleva ostacolare i piani di Caianiello.

Oggi il capogruppo leghista dice che la lega ha vigilato sugli atti amministrativi. Ma se hanno vigilato, una delle due: o hanno vigilato veramente male, oppure si sono accorti del malaffare e non hanno fatto niente.

In entrambi i casi, non possono proseguire a governare a Gallarate, quantomeno per manifesta incapacità a garantire la legalità tanto declamata, ma esercitata a senso unico sulle famiglie Sinte e sulle fasce più deboli. Ben attenti a non toccare gli interessi dei potenti della città, quelli che la vogliono cementificare a proprio uso e consumo, con ogni mezzo, anche a costo di fare intervenire la Magistratura.

Sinistra per Gallarate

dcapoguppo